Redazione

Grazie ragazzi, è stata un piacere questa macchina oggi! Che poi è esattamente quello che Sebastian Vettel aveva già detto in radio alla squadra il giorno di Pasqua alla fine del Gran Premio del Barhain. Si vede che la Gina va davvero forte e che Seb sente finalmente di avere sotto il sedile la macchina giusta per le ambizioni titolate della casa di Maranello. In Russia arriva una favolosa doppietta in qualifica, con l’ultima che risaliva a quasi dieci anni fa, al GP di Francia 2008. Vettel avanti, seguito a quattro decimi da un Räikkönen ritrovato. Terza piazza per Bottas su Mercedes, che costringe il compagno di squadra Hamilton alla quarta posizione. La Ferrari certifica un dominio che era già stato evidente dalle sessioni di libere.

ferrari vettel bahrain

(ph. tratta dal profilo ufficiale Fb della Scuderia Ferrari).

Il Cavallino torna rampante

Le Rosse hanno dimostrato di poter competere per il titolo mondiale già dalle prime due gare, incrinando le certezze della Mercedes e confermando una crescita che già i test invernali avevano sottolineato. Ma cosa è cambiato rispetto allo scorso anno, quando le Frecce d’Argento sembravano imprendibili e la corsa all’alloro iridato si era ridotta ad un duello fratricida tra Hamilton e Rosberg?

  • Intanto la Ferrari sembra la scuderia ad aver meglio metabolizzato le nuove norme regolamentari. In prova, grazie alle monoposto più veloci degli ultimi anni, sono diminuiti i tempi sul giro e, di conseguenza, la distanza cronometrica. In gara l’allargamento delle vetture ha ridotto il gap causato dalla potenza dei propulsori, tuttora a favore della Mercedes, permettendo alle Rosse di non perdere terreno e di passare avanti agli avversari con ottime strategie.
  • La situazione in casa Mercedes può aver certamente dato una mano. Hamilton non ha più la competizione interna di Rosberg, che spesso l’aveva spinto oltre i propri limiti (nel bene o nel male) nel tentativo di marcare il territorio all’interno della propria scuderia. La rassicurante presenza nel suo box di Bottas, che di recente ha dichiarato che lascerebbe tranquillamente passare Ginetto in caso di ordini dal muretto, ha di certo effetti positivi sul fegato del britannico, ma probabilmente lo rende meno concentrato e quindi meno competitivo.
  • Vettel, come detto, si diverte a guidare la SF70H e non è certo un mistero che quando il tedesco corre per vincere, invece di fare da spettatore forzato, è in grado di dare quella marcia in più a squadra e vettura. Il secondo posto di Kimi è invece segnale che le punzecchiature di Marchionne e Arrivabene hanno colto nel segno e che il finlandese può dare il suo contributo nel weekend di gara, oltre a quello invisibile ma fondamentale nello sviluppo della monoposto.

I valori in pista sembrano insomma abbastanza livellati e la Ferrari ha un’ottima occasione per confermare ulteriormente il trend di questo inizio mondiale e, perchè no, dopo quella in qualifica magari centrare la doppietta in gara, che manca dal GP di Germania 2010. Tanto tempo. Troppo. Soprattutto per le Rosse.