Redazione

Un urlo spaccatimpani e a Melbourne, dopo 18 mesi, Vettel torna alla vittoria con la Ferrari. Tre, due, uno, si riparte. Il mondiale di Formula 1 riaccende i motori e lo fa con una gara emozionante. Anche se quando il semaforo si spegne, il film sembra già visto. Hamilton vola a prendersi la prima curva e la Ferrari di Vettel si accoda mestamente, quasi arrendendosi alla superiorità di un avversario ancora troppo forte. Eppure la Mercedes è esattamente come il suo propulsore. Veloce, aggressiva, spesso imbattibile, ma sa anche scoprirsi nervosa e fragile. Il merito però e della Ferrari e di Seb. Non molla il tedesco, neanche un centimetro, anche sapendo che con la nuova aerodinamica è più facile sorpassare un avversario decollandogli sopra che prendendogli l’esterno. Ginetto soffre. Ma il suo muretto anche di più, e infatti va in tilt peggio di quando il volante della monoposto comincia a sembrare un albero di Natale. Il regalo arriva con un pit-stop anticipato. Molto, anche troppo. E quando rientra, Hamilton si ritrova davanti un incubo con il numero 33, quel Max Verstappen con cui già l’anno scorso aveva avuto modo di battibeccare. Piuttosto che lasciarti superare, Max ti sbatte fuori. Lewis lo sa e non può fare altro che limitare i danni. E nel frattempo Vettel scava lentamente ma inesorabilmente il solco che gli serve. Giro dopo giro, attimo dopo attimo, assaporando sempre di più il gusto della vittoria. Hamilton rischia addirittura di vedersi superare anche dal compagno di squadra Bottas, Raikkonen arriva quarto in scioltezza e si prende il giro veloce. Ma quel che conta è che finalmente, dopo un anno di delusioni, di tensioni interne e disastri in pista, Sebastian Vettel può nuovamente esprimere tutta la sua gioia. Lo fa con il solito urlo spacca timpani attraverso la radio, che avevamo imparato a conoscere in un 2015 che sembrava ormai lontanissimo, con le vittorie in Malesia, in Ungheria e a Singapore. Diciotto mesi dopo, la gioia è la stessa, forse anche più grande. E il nuovo Kaiser (Schumi ci perdonerebbe, ne siamo certi) racchiude il mondo Ferrari in un abbraccio. Il muretto, Maranello, tutti quelli che nelle frecce rosse non hanno mai smesso di crederci. Questa è per noi, per tutti noi. Grazie ragazzi! No, Seb. Grazie a te.