Redazione

Da zero a dieci. Zero come le coppe Davis nella bacheca del Belgio, dieci come quelle che potrebbero campeggiare in quella della Francia se i quattro convocati transalpini rispetteranno i pronostici. Capitan Noah, che da giocatore non si è mai aggiudicato la Coppa Davis, ma da commissario tecnico ne vanta ben due, è convinto che i suoi ragazzi faranno bene, al punto da mischiare le carte. Mahut, la roccia del doppio francese, è fuori dalla finale. Al suo posto Gasquet, che fino all’ultimo minuto ha insidiato anche il posto da secondo singolarista di Pouille.

Per la Francia c’è l’ansia di vincere la decima Coppa Davis

Per il doppista si parla di guai fisici, ma il fatto che Noah non abbia mai schierato una coppia fissa nel corso di questa Coppa Davis autorizza anche a pensare a una scelta tecnica. Il che sarebbe strano, dato che il punto di sabato, quello del doppio, in un ipotetico conteggio anticipato era quello che quasi certamente sarebbe andato alla Francia. Ed ecco che, improvvisamente i favoritissimi transalpini si fanno un po’ prendere dall’ansia. L’ansia della Decima, la coppa che permetterebbe ai galletti di raggiungere Stati Uniti (32 vittorie), Australia (28) e Regno Unito (10) nel ristretto numero di nazioni in doppia cifra nell’albo d’oro della Davis.

Tsonga e Pouille per entrare nella storia

Tra i quattro moschettieri moderni, che devono raccogliere l’eredità di chi, a cavallo tra anni Venti e anni Trenta, è stato capace di assicurarsi il trofeo per ben sei volte consecutive, c’è Jo-Wilfried Tsonga, attualmente numero 15 del mondo. Sembra proprio il trentaduenne l’arma in più della Francia, anche per il doppio, dato che nel palmares annovera la medaglia d’argento alle Olimpiadi di Londra. L’altro singolarista, Lucas Pouille, è invece al numero 18 e rappresenta il nuovo che avanza del tennis transalpino. Ma non è esperto come il compagno e può rappresentare l’anello debole del team scelto da Noah per questa finale di Coppa Davis.

Goffin, da una finale all’altra in una settimana

A puntare a spezzare le catene del sogno per il Belgio ci pensa invece David Goffin, che di recente è stato sconfitto da Dimitrov nell’ultimo atto delle ATP Finals e che con il suo numero 7 nel ranking rappresenta la punta di diamante di questa finale. Il belga vuole prendersi la rivincita del 2015, quando sulla terra battuta indoor di Gand non è bastato il fattore campo per avere la meglio contro la Gran Bretagna di Sir Andy Murray. Ad accompagnarlo nei singolari di Lille, Steve Darcis, che a 33 anni ha la seconda e forse ultima occasione di sollevare la tanto agognata Coppa Davis. Il sorteggio dei singolari ha rimandato l’incrocio tra i due rispettivi numeri uno all’ultima giornata. Il che significa che il match decisivo, come spesso accade, potrebbe essere il doppio. E chissà che al Belgio non riesca l’impresa…