Redazione

Dall’asfalto delle strade a quello delle piste sembra cambiare poco. Ma la realtà è che cambia tutto. Sulla strada si diventa status symbol, forse anche mito. Ma è sui circuiti, passando per primi sotto la bandiera a scacchi, che passa il percorso verso la leggenda. L’Alfa Romeo questo già lo sa, ed ha già dato il suo contributo. Quando è nata la Formula 1, nel 1950, tutte le gare del campionato mondiale sono state vinte dalla scuderia milanese, tre da Nino Farina (campione piloti) e altrettante da Juan Manuel Fangio. E l’anno successivo l’argentino ha conquistato la sua prima corona iridata alla guida di una 159.

L’Alfa Romeo, una leggenda della pista

Poi l’addio, almeno temporaneo. Colpa dell’IRI, che non voleva spendere denaro pubblico per la progettazione dei nuovi modelli da Formula 1. Il ritorno, prima negli anni Sessanta come fornitore di motori e poi tra anni Settanta e Ottanta come costruttore e di nuovo come fornitore, non è stato degno del blasone del Biscione. Ma il mito è rimasto intatto ed ecco perchè il quarto avvento dell’Alfa nel Circus scatena reazioni così importanti. E cambia poco se si tratta di una fusione con la Sauber, che porta alla creazione di un team dal nome ibrido, Alfa Romeo Sauber F1. Quello che conta veramente è che la leggendaria Alfa Romeo torna in pista nella Formula 1.

La nuova Formula 1: cambiano le regole…

La trova di certo cambiata, sicuramente rispetto al 1985, quando alla guida c’era Riccardo Patrese, figurarsi se si guarda ai tempi dei pionieri. DRS, power unit, regole più o meno comprensibili e forse soggette di nuovo a cambiamenti in tempo breve. Non certo il momento migliore per reinsersi in un mondo da cui si è assenti da decenni, ma la cosa non sembra preoccupare molto Marchionne. Che si aspetta un bel ritorno di immagine per il marchio del gruppo Fiat-Chrysler dall’esposizione mediatica garantita dal Circus e, ma non ditelo agli alfisti, avrà un ulteriore laboratorio tecnico per valutare tutte le novità regolamentari che la FIA vuole implementare già a partire dal Campionato Mondiale 2021. Riduzione del rumore e un tentativo di parificazione nei motori. Il che lascia ai progettisti il compito di fare la differenza.

…e forse dal 2019 arrivano anche le donne

Ma queste non sono le uniche novità che attendono il mondo della Formula 1. Pare proprio che a breve (si parla di 2019) potrebbe un campionato mondiale femminile, che dovrebbe articolarsi in sei prove, cinque da disputarsi in Europa e una negli Stati Uniti. In realtà questo campionato funzionerebbe a metà tra la competizione vera e propria ed il talent show. Si dovrebbe infatti svolgere su vetture storiche, mentre la vincitrice si andrebbe ad aggiudicare la possibilità di testare una monoposto…più moderna. Una proposta che ha interessato molto le TV, ma ha trovato ferma opposizione dalla maggior parte delle donne dei motori. Ma siamo così sicuri che tutte resisterebbero alla tentazione? Vedremo…