Redazione

Vettel prende il toro, anzi, il torello per le corna. Nel box della Red Bull, lato Verstappen, tutti esultano per il tempo di Max, che vale la pole. Questione di decimi, nel vero senso della parola, perchè dopo un attimo il tedesco gela tutti, riprendendosi la prima posizione, che terrà fino alla fine del Q3. Partenza al palo a Singapore per il tedesco con la sua rossa numero 5, accanto a lui il ragazzo terribile della Formula 1. Dietro di loro, incrociati, i rispettivi compagni di squadra: terzo tempo per Ricciardo, il migliore nelle prove libere, quarto Raikkonen, che nel giro finale delle qualifiche per poco non spalma la fiancata contro un muretto per prendersi almeno la prima fila. Comprensibile, soprattutto in vista della partenza. La presenza inquietante di Verstappen, non esattamente il pilota più ligio alle regole del Circus, spaventa un po’, sapendo che ogni contatto potrebbe favorire Hamilton.

Le Mercedes mai in lotta per la pole

Ah, appunto, Hamilton. Dov’è Ginetto? Quinto. Nella piazzola accanto c’è Bottas, per la peggior qualifica della Mercedes da qualche anno a questa parte. Vero, nelle previsioni della vigilia il circuito di Marina Bay è forse il meno favorevole alle Frecce d’Argento di quelli rimasti da affrontare, ma quello che pochi si aspettavano era rimanere dietro alle Red Bull. La scuderia austriaca conferma i miglioramenti degli ultimi Gran Premi e rischia di piazzare la zampata, ma tra il dire e il fare c’è di mezzo Vettel. In ogni caso, Verstappen e Ricciardo potrebbero essere alleati involontari delle Rosse, dato che su un circuito cittadino Hamilton e Bottas non potranno approfittare della maggiore potenza del loro motore per tentare il sorpasso su chi li precede.

Occhio alle Red Bull, in tutti i sensi

Che gara attendersi? Ovviamente, dipenderà dalla partenza. Uno start tranquillo, che non modifichi le posizioni in griglia, sarebbe ovviamente favorevole alle Ferrari, ma non toglierebbe di torno l’incubo Crazy Max. A volte l’olandese dà l’impressione di non sapere dell’esistenza del freno, soprattutto nei primi giri. È anche vero però che Verstappen e Ricciardo non hanno mire di classifica e non devono giocare di squadra, anzi. Il contatto in Ungheria, con tanto di scambio di cortesie via team-radio e successivo chiarimento nel paddock, è la spia di una competizione feroce in casa Red Bull, che paradossalmente potrebbe favorire Raikkonen, pronto ad infilarsi tra i due contendenti. E le Mercedes? Intanto dovranno fare attenzione al gruppone dietro di loro e soprattutto agli scarichi di quelli davanti, una visione a cui Hamilton e Bottas non sono abituati. Ma dovranno rischiare, perchè i sorpassi come detto potrebbero essere merce rara e a quel punto ci sarebbe da aspettare il valzer dei pit-stop. Con tutta probabilità, per la scuderia tedesca sarà quindi un gran premio in rimonta, una tipologia di gara in cui i ragazzi di Toto Wolff non sono troppo esperti. E la Ferrari spera che non imparino proprio a Singapore.