Adriano Stabile

Di ori olimpici l’Italia non ne ha vinti pochi, ma quello di Franco Nones, ai Giochi invernali di Grenoble 1968, ha un valore speciale. Non era soltanto una medaglia d’oro nostra, ma di tutte quelle nazioni che da decenni cercavano di scalfire il dominio di scandinavi e sovietici nello sci di fondo.

La storia di Franco Nones in un film

La storia di Nones, che oggi è un brillante 76enne molto attivo sulle nevi del suo Trentino, viene raccontata in “A passo d’oro, Franco Nones: la leggenda di un fondista”, documentario di 45 minuti, di Lia e Alberto Beltrami, che a marzo inizierà un giro per alcuni cinema d’Italia e a maggio sarà in vendita in dvd.

Nones, che dopo un’iniziale passione per il ciclismo cominciò a vincere nello sci di fondo sin dal 1960, si mise in testa di battere gli atleti nordici, fino a quel momento monopolizzatori dei podi olimpici: andò a gareggiare sulle loro nevi, “rubò” con gli occhi tecniche di allenamento, rituali e alimentazione, si fece conoscere e temere. Fino ad arrivare al capolavoro della sua vita: la medaglia d’oro nella 30 chilometri del 7 febbraio 1968, alle Olimpiadi invernali di Grenoble, in Francia. Nones, con il pettorale numero 26, partì fortissimo contro ogni pronostico, accumulando un vantaggio di 30 secondi dopo 10 chilometri di gara sul campione in carica Eero Mäntyranta. L’olimpionico finlandese tentò la rimonta, si portò a 4 secondi da Nones al ventesimo chilometro, ma a quel punto l’azzurro ingranò il turbo e andò a vincere, tagliando il traguardo con 54 secondi di vantaggio sul norvegese Martinsen, medaglia d’argento, e 1’16” su Mäntyranta, stremato dallo sforzo. Credente convinto, Nones si aiutò pregando in continuazione nell’ultima parte di gara.

Franco Nones film

Franco Nones è nato il 1° febbraio 1941 in Val di Fiemme

IN SVEZIA LA VITTORIA DI NONES FINÌ IN PARLAMENTO
«Non pensavo alla fatica – racconta a “Il Posticipo” – la fatica per me era un grande piacere. Mi sono accorto di sentirla soltanto dopo aver tagliato il traguardo. Fino a quel momento ho pensato che gli altri potessero essere più stanchi di me. È stata una grande giornata». L’oro di Nones fu un evento clamoroso, che provocò un’interrogazione parlamentare in Svezia, da parte di un deputato che invitava il governo suo e delle altre nazioni scandinave a porre rimedio all’evidente livellamento di valori nei loro sport storicamente più importanti.
«Mi ha colpito la sua capacità di soffrire: stringere i denti per arrivare» racconta di lui, nel documentario, Umberto Macor, allenatore dell’epoca nelle Fiamme Gialle, gruppo sportivo cui Nones aderì sin dal 1960.

L’AMORE CON LA SVEDESE INGER
Nel documentario “A passo d’oro”, prodotto da Aurora Vision e presentato ieri nel Salone d’onore del Coni a Roma, emerge una bella fetta della vita privata di Nones, con il racconto della moglie svedese Inger, che lo corteggiò in Svezia, tentò invano di stargli dietro durante un lungo allenamento sugli sci, ma riuscì a portarlo al matrimonio in pochi mesi, nell’ottobre 1970. «Sono stati 46 anni bellissimi, ma anche duri, in cui abbiamo lavorato molto sin dall’inizio: dissi subito a Franco che non volevo fare la casalinga. Venivo dal ’68 in Svezia che aveva permesso alle donne di realizzarsi», racconta oggi la signora Nones, con il suo sorriso che conquista.

Franco Nones film

La locandina del documentario su Franco Nones

NONES PIONIERE DELLO SCI DI FONDO IN ITALIA
Sfruttando l’onda lunga di quello storico oro, hanno iniziato insieme a lavorare alla diffusione dello sci di fondo in Italia, contribuendo nel 1971 alla creazione di una grande gara, la Marcialonga, che sopravvive oggi più in salute che mai. E così, sin dagli anni Ottanta, anche il fondo azzurro ha iniziato a vincere medaglie con costanza, tra Olimpiadi e Mondiali. Successivamente Franco e Inger hanno dato vita a un albergo in Val di Fiemme, l’“Olimpionico Hotel”, e hanno investito nell’abbigliamento tecnico, con il marchio Nones Sport.

Nel 2004 la coppia ha vissuto il terribile dolore della scomparsa della figlia Caterina, morta a 25 anni per una sclerosi dermatoide. I coniugi Nones sono riusciti a superare anche questa prova durissima, aiutandosi con la fede. E oggi continuano a vivere felicemente sulla neve: Nones, che tuttora scia nella natia Val di Fiemme, per il documentario di Lia e Alberto Beltrami è tornato a indossare la tuta della nazionale e gli sci di legno di un tempo. «Franco ha un cuore grande… È un uomo determinato» racconta con amore la signora Inger. Quel cuore e quella determinazione lo hanno portato nell’Olimpo dello sport. Per sempre.