Redazione

C’erano un francese, un cinese e un nordirlandese. Sembra l’inizio di una barzelletta, ma in realtà è la scorecard del torneo di Dubai, valido per l’European Tour. E tra Levy, che aveva iniziato benissimo i primi due giri, e McIlroy, in netta ripresa e favorito per la vittoria, spunta Li Haotong, che regge alla pressione di un ultimo giro in coppia contro uno dei migliori golfisti al mondo e con un giro chirurgico si porta a casa il trofeo. E pian piano il paese del Dragone comincia a muovere i primi passi verso la vetta di un’altra disciplina. Prima Dou Zecheng è stato il primo cinese a ottenere la card per lo U.S. Tout, poi Shanshan Feng si è assicurata la vetta del ranking femminile e ora Li Haotong si è messo in testa di competere con i grandi.

Il golf in Cina, un fenomeno in crescita

Il golf non è esattamente uno sport “nuovo” per i cinesi, anche se la prima vittoria nell’European Tour è arrivata solo nel 2003 a Singapore, grazie a Zhang Lianwei. Ma il numero di praticanti in Cina sta aumentando in maniera esponenziale, con molti giovani che si stanno appassionando a quella che fino a qualche decennio fa era vista come una disciplina troppo…occidentale. Ma assieme all’economia di mercato sono arrivate mazze, palline e country club, al punto che nel 2014 la Cina ha anche avuto il suo circuito ufficiale, il PGA Tour China, che dopo un anno di inattività riprende proprio nel 2018. E tra un torneo e l’altro, i ragazzi del Dragone hanno cominciato a migliorare molto.

Li Haotong, un veterano di ventidue anni

Li Haotong, ad esempio, ha ventidue anni, ma gioca con la calma di un veterano. Basterebbe analizzare la sua buca numero 18 per capirlo, un par 5 in grado di ribaltare la classifica, con McIlroy a un solo colpo di distanza e in grado di puntare all’eagle. Ma il cinesino non si è certo fatto spaventare, ha giocato in maniera intelligente e si è assicurato con merito birdie e torneo. Seconda vittoria nell’European Tour per Li Haotong, dopo quella…casalinga del 2016 al China Open e soprattutto dopo l’ottimo terzo posto all’Open 2017, dietro a Spieth e Kuchar ma davanti al gotha del tennis mondiale. E grazie al trionfo a Dubai, il cinese si lancia al secondo posto della…Race to Dubai. Il suo 2018 è iniziato come meglio non poteva.

Shanshan Feng, la campionessa della porta accanto

Anche Shanshan Feng ha fatto la storia, del suo paese e dell’LPGA Tour, prima nel 2012, assicurandosi il Championship, prima cinese a riuscirci, e ora finalmente in vetta al ranking femminile. Un fenomeno…nato sui campi da golf, visto che suo padre lavorava in un club di Canton, la sua città natale. Uno degli altri motivi per cui è famosa? Beh, un certo appetito, che la non eccezionale forma fisica non aiuta a nascondere. Ma con in mano un ferro, un legno o un putt, la cinese non è seconda a nessuno e punta ad un 2018 pieno di successi. Nel frattempo si diletta al karaoke, ai videogames e in lunghe sedute di shopping. La campionessa della porta accanto, verrebbe da dire. Ma soprattutto la dimostrazione vivente che anche nel golf, vale il classico adagio: la Cina è molto vicina.