Redazione

Diciotto. Sono diciotto le buche di un campo da golf, ognuna da affrontare con la stessa concentrazione. Anche un vantaggio importante può essere vanificato da un colpo errato, da un eagle a un double bogey la distanza è breve, come quella tra il bordo dell’ostacolo e l’acqua. C’è chi manda la palla nel bosco e chi, sfortuna sua, non la vedrà più, affondata insieme alle speranze di una vittoria. La buca diciotto dello scorso Open d’Italia ha deciso il torneo. Sembrava averlo indirizzato verso l’inglese Willett, ma un colpo dopo la coppa ha preso la strada di Torino. Per la seconda volta.

Lo scorso anno una vittoria all’ultima buca

Uno swing mal riuscito capita a tutti. Certo, all’ultima buca dell’ultimo giro e con un solo colpo di vantaggio non è il massimo della vita. Eppure Francesco Molinari, che l’Open d’Italia di golf l’aveva già conquistato nel 2006 non si è dato per vinto ed ha potuto festeggiare il suo personalissimo decennale. Una sfida lunga un giorno, fianco a fianco con Danny Willett, il detentore del Masters di Augusta, mica uno qualsiasi. E quella palla quasi persa, in un punto dove è difficile rimettersi sul percorso, figurarsi centrare il green. Ma se il giorno e il momento sono quelli giusti, beh, i miracoli nel golf esistono eccome. Chicco dall’ombra degli alberi ritrova l’erba più verde e rivede la luce. Willett ci prova, mette pressione, ma con due putt la pratica è risolta.

Ottima stagione finora per Molinari

Ci si è lasciati così, con Molinari a festeggiare il suo secondo successo sui green di casa. E da lì si riparte, con Chicco a guidare la corsa all’Open d’Italia numero 74. Torneo ricco, sia di montepremi (sette milioni di euro) che di nomi. La concorrenza quest’anno è ben agguerrita e lo storico tris (che permetterebbe a Molinari di avvicinare Costantino Rocca come numero di vittorie nell’European Tour) è davvero molto complicato. Ma la stagione del quasi trentacinquenne piemontese lascia ben sperare. Numero diciotto del ranking mondiale, molto vicino al suo career best (14°), settimo nella race to Dubai. Buone prospettive, ma per vincere a Monza serviranno quattro giorni perfetti.

Un Open d’Italia molto atteso

Ci sono da battere due avversari che sono anche compagni, che potrebbero addirittura essere amici. Con Sergio Garcia Molinari ha già condiviso le gioie della Ryder Cup, con Jon Rahm (che anche se dal nome non sembra è spagnolo anche lui, anzi, basco) probabilmente lo farà il prossimo anno, ma sui green tricolori sarà guerra, sportivamente parlando. Rahm è la nuova stella del golf europeo, con una meteorica ascesa dal dilettantismo al numero 5 del mondo. Garcia è la certezza, con la decima posizione del ranking e il titolo di campione uscente ad Augusta dopo un tiratissimo playoff con Justin Rose. Lo spettacolo è assicurato. E la strada per Roma 2022 passa anche per l’Open d’Italia.