Redazione

A memoria d’uomo, una partenza del genere per la Ferrari non si era mai vista. Un pilota sull’ultima piazzola, l’altro a cercare un miracolo per prendere il via dalla pit lane. Miracolo che non arriva. Dopo l’autoscontro di Singapore, il regalo migliore a Lewis Hamilton. Per Vettel, paradossalmente, un miglioramento della sua strategia di gara, con qualcuno in meno davanti da superare. Per Raikkonen una delusione enorme, coperta a malapena prima dagli occhiali da sole e dal casco. Per i tifosi un dramma sportivo, per Arrivabene una bella gatta da pelare, con Marchionne che probabilmente starà già chiamando in Malesia. In ogni caso, la peggior situazione dell’anno per le Rosse.

Dalla seconda posizione al ritiro

Dopo il sabato orribile di Vettel, che non era riuscito a scendere in pista per le qualifiche, la sfortuna, che apparentemente ci vede anche troppo bene, ha colpito anche Raikkonen, che in prova si era avvicinato molto a Hamilton ed aveva fatto sperare. E invece è stato un team radio a gelare tutti. C’è qualcosa che non va. Ed il capannello di meccanici non è riuscito a capire di cosa si trattasse, al punto di dover spostare la monoposto del finlandese e portarla ai box. Tentativo di partenza, ma mentre gli altri in pista si danno battaglia da già quattro giri, la Ferrari numero sette ancora deve partire. Meglio lasciar stare.

La fatica della stagione colpisce le Ferrari

Cattiva stella a parte, la leggendaria affidabilità delle Ferrari subisce un uno-due pazzesco in poche ore. Il team ce la mette tutta, ma le tempistiche dei guasti, sempre, ovviamente, al momento sbagliato, non permettono di porre rimedio alle problematiche e vanificano il lavoro di un weekend quasi più dell’incidente al via della scorsa gara. I controlli sulla pancia della vettura di Raikkonen fanno pensare male. Nel senso che anche il ritiro del finlandese sembra dovuto al motore, esattamente come il salto delle prove da parte di Vettel. Chiaro, ci sta che verso la fine del campionato le power unit siano usurate, ma due piloti penalizzati da problemi simili e nello stesso weekend, fondamentale per le speranze mondiali delle Rosse, è un qualcosa che non può passare inosservato.