Redazione

Danni limitati. Poteva andare meglio, ma poteva andare parecchio peggio, soprattutto dopo l’inizio della gara con il ritiro di Raikkonen prima ancora di partire. Alla fine Vettel perde “solamente” sei punti da Hamilton, ottenendo un quarto posto che ha dell’insperato. Poteva andare meglio perchè se non ci fosse messo qualche doppiato di troppo il tedesco rischiava seriamente di salire sul podio con Ginetto e il neo ventenne Verstappen, ma dopo la sfortuna del weekend rosso, meglio non lamentarsi. Anzi, c’è da ringraziare qualcuno o qualcosa, perchè la gara a Sepang finisce con l’ennesima iattura. Nel giro d’onore Vettel non si capisce con Stroll e finisce a piedi, con la sospensione posteriore destra totalmente andata e la gomma sull’abitacolo.

Rimonta d’altri tempi per Vettel

Ma mentre percorre la pista grazie a un gentilissimo passaggio del connazionale Wehrlein, gli applausi sono tutti per lui. Non per Verstappen, che pure ha vinto dominando dal primo all’ultimo giro. Non per Hamilton, che ha giustamente deciso di non sfidare la sorte in partenza e ha lasciato via libera al giovane olandese. E neanche per Ricciardo, che fa la solita gara di sostanza e dimostra che la Red Bull nelle ultime gare ha ritrovato il passo migliore e può essere l’ago della bilancia delle ambizioni mondiali di Mercedes e Ferrari. Applausi giusti, meritati, un addetto alla pista fa addirittura cenno di inchinarsi al Kaiser di Sepang. Che non migliora il suo record di quattro vittorie in Malesia, ma reagisce alle avversità con una rimonta d’altri tempi.

Resta il rimpianto per un’occasione persa

È anche il più veloce in pista, il che non fa altro che aumentare i rimpianti per il patatrac delle qualifiche. Sepang pista favorevole alle Rosse, si diceva prima del weekend, e la gara di Vettel dimostra che, nonostante tutti i guai, si tratta di un’occasione persa per la Ferrari. Anche la presenza di Raikkonen in griglia, magari con uno scatto come quello di Singapore, avrebbe cambiato le carte in tavola. Per non parlare del tedesco, che se fosse partito tra i primi con tutta probabilità avrebbe vinto con qualche giro di distacco, visto il passo gara perfetto della sua vettura. Vettel però ha compreso la situazione e non ha voluto rischiare, perchè l’incidente del Gran Premio precedente ancora brucia e non era il caso di giocarsi altri punti per doppiare più in fretta Alonso o chi per lui. Alla fine della fiera, sei punti in più di distacco non cambiano più di tanto le proiezioni per il mondiale. Trentaquattro lunghezze, da recuperare in cinque gare. Se Vettel facesse bottino pieno, sarebbe comunque matematicamente campione. Difficile, certo, ma non impossibile. Non con questo Seb.