Elisa Ferro Luzzi

Vanessa Ferrari è la ginnasta italiana più forte di tutti i tempi. Nel 2006 ha vinto il Mondiale di Aarus a soli 16 anni entrando di diritto tra le grandi dell’artistica internazionale; da lì in poi, anno dopo anno, ha regalato mille altre emozioni agli amanti di questo sport diventandone simbolo e punto di riferimento. C’è solo un rimpianto nella sua immensa carriera: la medaglia olimpica, sfiorata nelle ultime due edizioni dei Giochi (quarto posto a Londra e quarto posto a Rio). Dopo l’esperienza brasiliana, Vanessa si è sottoposta ad intervento al tendine d’Achille e per questa stagione non parteciperà a gare ma si sta allenando per provare ad arrivare a Tokyo 2020. Intanto è scesa in campo in veste di allenatrice già due volte: una con le sue compagne della Brixia Brescia, l’altra con l’Italia juniores in Canada. Ai microfoni de Il Posticipo ha raccontato come sono andate queste prime uscite da allenatrice e come procede il recupero con un occhio alle prossime Olimpiadi

INTERVISTA ESCLUSIVA A VANESSA FERRARI

vanessa ferrari allenatrice

Vanessa Ferrari allenatrice (foto oasport.it)

 

Ciao Vanessa, sei appena tornata dal Canada dove hai partecipato in veste di allenatrice all’International Gymnix. Come è andata?

Ciao, è andata molto bene! Per me è stata una grande esperienza entrare nuovamente nei campi di gara, a livello internazionale, senza però dover salire in pedana e veder gareggiare le atlete che alleno. Posso dire che in qualche modo mi ha dato anche degli stimoli, inoltre sono felicissima dei risultati che le ragazze hanno ottenuto! (secondo posto nella competizione a squadre, ndr)

Sei tornata ad allenarti dopo lo stop dovuto all’operazione al tendine d’Achille. Come procede il recupero?

Il recupero procede quasi secondo i piani, a volte sento dei dolori ai tendini e per questo cerco di non sovraccaricarli, pianifico il lavoro al fine di ritrovare un’eccellente condizione fisica senza però usurare nuovamente i tendini. Dopo l’intervento e il mio rientro in palestra ho cominciato a sentire dolori ad una spalla, a seguito di controlli accurati è risultata usurata anche quella, tanto per cambiare, però ho deciso di non sottopormi ad ulteriori interventi perché seguirebbe un altro stop e sarebbe praticamente impossibile poi riprendere nuovamente l’attività. Tengo duro e vedo fin dove posso arrivare… ho un obiettivo in mente, vediamo se riuscirò a raggiungerlo!

Tokyo 2020?

Non avrebbe senso rientrare per cercare altre competizioni, al mio palmarès manca solo la medaglia Olimpica e certamente il rientro sarebbe mirato unicamente a quella. Chiaramente fare altre gare servirà per testarmi e qualificarmi ai giochi olimpici. Comunque devo sperare in un ottimo recupero.

Stai provando nuovi movimenti? Abbiamo visto diversi video sui vari social

Con il nuovo codice è richiesta una diagonale con un salto in avanti, per questo ho dovuto studiare dei movimenti nuovi. Non ho pianificato il mio rientro in pedana a breve ed ho quindi deciso di intensificare, se possibile, il valore dei miei esercizi. Pubblico spesso i miei progressi in palestra sui social network (Facebook, Instagram e Twitter), in modo tale che le persone che mi seguono possano essere aggiornate su tutto.

Quando ti rivedremo in pedana?

Non ho messo in programma gare a breve, vorrei recuperare al 100% prima di fare il mio rientro nelle pedane di gara. Prima di Rio2016, ai Mondiali qualificanti di Glasgow 2015, ricordo che ad accompagnarmi dall’hotel alle sale di allenamento venivano mio fratello e il mio ragazzo perché io faticavo a camminare per i dolori al tendine! Sinceramente non voglio rivivere un inferno simile, voglio infatti recuperare la piena forma dei tendini, successivamente farò il mio rientro.

Lo scorso week end c’è stata la Coppa del Mondo a Baku in cui abbiamo visto impegnate Oksana Chusovitina, anni 41. Catalina Ponor, anni 29. Vasiliki Millousi, anni 32. Tu ne devi fare 27. L’età in questo sport sembra non aver più troppa rilevanza?

Sinceramente penso che nel nostro sport l’età abbia ancora una notevole rilevanza, certamente, comunque se paragoniamo le vecchie annate possiamo notare come l’età media dei ritiri dall’agonismo sia mediamente più avanzata. Penso che molto sia dato dalle attrezzature, metodi di allenamento, prevenzione e cure che una volta venivano meno o comunque non erano così all’avanguardia. Nonostante tutto si evolva a grande velocità, anche la ginnastica stessa io penso che le atlete più longeve, ad alto livello, sono comunque veramente poche nel mondo.

Cosa si prova ad essere la miglior ginnasta italiana di tutti i tempi? L’unica ad aver vinto un Mondiale e non solo, l’unica in cui l’Italia può ancora credere

Certamente tutti questi titoli e primati non possono che darmi gioie, sono il premio che ripaga tutti i giorni che ho passato nelle palestre ad allenarmi, tralasciando tutto il resto. Ho sempre vissuto solamente in funzione degli allenamenti e delle gare.

 

Secondo te c’è qualche ginnasta italiana in grado di raccogliere la tua eredità?

Mi auguro che le ragazze più giovani riescano a trasformare i propri sacrifici in gioie, devono crederci veramente e non lasciarsi certamente condizionare da tutto ciò che gira attorno allo sport, non devono montarsi la testa, puntare al loro obiettivo e fare di tutto per arrivarci. Spero possano arrivare altre vittorie per l’Italia.

Cosa pensi dell’americana Simone Biles? E’ la ginnasta più forte di sempre?

Simone è una ginnasta eccellente: dal punto di vista acrobatico è certamente stellare, dal punto di vista artistico non posso dire lo stesso però ha un’acrobatica tale che l’artisticità passa in secondo piano. Nel 2006 quando vinsi il Mondiale avevo cinque diagonali, un’acrobatica forte, ma dal punto di vista artistico anche io non ero eccellente. Ad oggi è molto più richiesta l’artisticità, però chiaramente se hai una forte acrobatica non ti possono togliere niente. Se dovessi dare un mio giudizio non penso sia la ginnasta più forte di sempre, la definirei la ginnasta più forte del momento, perché non si possono paragonare le vecchie glorie alle giovani glorie, in quanto le tecniche, attrezzature e la ginnastica stessa sono differenti. Con il passare del tempo tutto si evolve, ogni campione è tale rispetto al periodo in cui vive.

Ti caratterizzano e ti hanno sempre caratterizzato l’infinità caparbietà e la voglia di non mollare mai. Neanche le delusioni olimpiche ti hanno fermata, sei una persona che sa sempre rialzarsi. Un bel messaggio di sport ma anche di vita. Che messaggio ti senti di dare ai nostri lettori?

Se dovessi dare un messaggio, ripensando alla bilancia della mia vita dove su un piatto ci sono le gioie e dall’altra parte i dolori, sappiate che i sacrifici da fare sono tantissimi, ma quando realizzi il sogno che hai fin da bambino ti senti realizzato in tutto. Molte volte mi chiedono: campioni si nasce o si diventa? Penso che si nasca predisposti con le doti giuste, ma non sono le doti a fare un campione bensì la voglia di lottare, la tenacia, il duro allenamento, la forza di sacrificio e prima di tutto la capacità di sognare, perché chi non sa sognare non può immaginare un traguardo lontano e di conseguenza non sarà mai in grado di raggiungerlo!