Elisa Ferro Luzzi

Un Olimpico stracolmo non lo vedevamo da anni e forse non lo vedremo mai più. Almeno per quanto riguarda il calcio. Perché quando si parla di rugby, sport che non è assolutamente in cima ai pensieri degli italiani, le persone si mobilitano e la Federazione riesce lì dove le squadre romane da anni non riescono più. A Roma sabato in 64mila si sono dati appuntamento all’Olimpico per Italia-All Blacks dando vita ad una bella festa a suon di birra, canti, balli e buon cibo mentre per una partita di pallone di ugual portata in genere ci si aggira dalle parti del Foro Italico in assetto da guerra.

Tifosi in festa per Italia-All Blacks

Tifosi in festa per Italia-All Blacks

Tifosi in festa per Italia-All Blacks

Tifosi in festa per Italia-All Blacks

Per il rugby una festa, per il calcio stato d’assedio

Grande festa anche sugli spalti: musica, inno cantato a squarciagola, la Haka degli All Blacks, i campioni del Mondo contro cui era impossibile anche solo pensare di andare oltre qualche meta. E infatti è finita così, gli azzurri sono stati asfaltati 10-68 come succede praticamente sempre. Paradossalmente, dicevamo, solo la Nazionale di rugby, sport di cui in Italia capiscono in pochi, riesce ogni volta a riempire lo Stadio Olimpico e non solo, mentre durante i derby l’impianto ormai rimane mezzo vuoto. Colpa delle barriere e dei controlli eccessivi? Per Italia-All Blacks si era parlato di togliere il vetro che divide sia Curva Nord che Curva Sud, ma alla fine è rimasto tutto come durante una partita di calcio. Fuori e dentro una festa: litri di birra come da tradizione, il palco con la musica, gli stand con lo street food, il terzo tempo. Controlli sì, ma non ai limiti dell’inverosimile come quando si gioca a calcio. Tutto si è svolto come una grande sagra di paese, in linea con quella che è la nostra recente cultura rugbystica. Una sagra che ha coinvolto tutta la città, che è andata oltre le vie del Foro Italico: per la prima volta è stato organizzato il Captain’s Run dei tifosi. Il Captain’s Run è l’allenamento di rifinitura, la sgambata cui le nazionali di rugby si sottopongono alla vigilia del match, un rituale che venerdì sera gli azzurri hanno voluto svolgere in maniera festosa al Birrodotto Beer Festival, la manifestazione andata in scena al Gasometro a Roma, dando inoltre vita ad un flashmob con le persone presenti.

Il Captain's Run di Italia-All Blacks al Birrodotto del Gasometro

Il Captain’s Run di Italia-All Blacks al Birrodotto del Gasometro

TIFOSI TOP, NAZIONALE A BASSISSIMI LIVELLI
Nonostante tutta questo seguito, nonostante la Federazione abbia fatto il pieno anche questa volta e nonostante si continuino a riempire gli stadi durante i test match illustri o il Sei Nazioni, la Nazionale italiana di rugby a livello tecnico rimane ben poca cosa. Sul campo non c’è stata partita: la nuova gestione di Conor O’Shea, il ct irlandese chiamato a risollevare le sorti degli azzurri, non ha dato i risultati sperati. Non che ci si aspettasse la vittoria contro i temibili All Blacks, ma nemmeno di assistere immobili al passaggio di un carrarmato sopra alla vittima sacrificale. Nel post partita il capitano Parisse ha assicurato che non è la solita storia, che il gruppo sta lavorando tantissimo e che è l’inizio di una nuova era. Ma sul campo i segnali di ripresa non si sono visti, forse la squadra non si è sfaldata alla prima difficoltà ma per il resto l’Olimpico della “ola” ha avuto ben poco per cui fare il tifo ed il fischio finale è stato liberatorio. Non sarebbe forse ora di rispondere all’affetto dei supporters cominciando ad investire in questo sport che sta riportando le famiglie dentro agli impianti italiani?

Tifosi in festa per Italia-All Blacks

Tifosi in festa per Italia-All Blacks

CONTRO GLI ALL BLACKS NON C’E’ STORIA
Italia-All Blacks di sabato 12 novembre 2016 è stata solo l’ennesima sconfitta. Ricordiamo il 14 novembre 2009, Italia-Nuova Zelanda 6-20 a San Siro: appena due mete concesse, scarto ridotto, finale in attacco con gli avversari in affanno e la marcatura ripetutamente sfiorata con la mischia sotto i pali. Oppure 17 novembre 2012, proprio all’Olimpico: 10-42, risultato ben più dignitoso, anche perché dilatatosi solo negli ultimi minuti. Sabato le mete subite sono state dieci, la partita era già chiusa dopo un quarto d’ora, il fischio finale è stato accolto con un bel sospiro di sollievo.