Redazione

L’uomo di ghiaccio si sta sciogliendo. Lentamente ma inesorabilmente, il pilota Campione del Mondo 2007, l’ultimo a portare il Cavallino in vetta alla classifica, sta imboccando il viale del tramonto, certificando le ormai trentotto primavere della carta di identità. È la quarta stagione della sua seconda vita in rosso, infinitamente meno soddisfacente della prima. Certo, negli ultimi anni le vetture di Maranello non sono mai state davvero competitive, schiacciate dallo strapotere di Red Bull e Mercedes, ma da Iceman ci si aspettava di più.

I numeri non mentono, sette podi in sessantuno gare sono davvero poca cosa, soprattutto per chi nel suo palmares ha un campionato mondiale, ma anche ottantaquattro gare terminate nelle prime tre posizioni e lo strano record dei terzi posti, ben trentadue. E invece questi gran premi sono stati costellati da delusioni, sfortuna, scelte sbagliate e, in generale, da una impressione di mediocrità. Sempre dietro al compagno di squadra, Alonso o Vettel che fosse, mai incisivo in qualifica e poco convinto in gara. Il suo lavoro ai box e il contributo alla messa a punto della vettura restano innegabili e fondamentali, ma in un’annata in cui la SF70H, per gli amici La Gina, sembra poter tenere testa alle Frecce d’Argento, a Kimi si richiedono anche buone prestazioni e punti pesanti per la classifica costruttori.

Non è piaciuto per niente ai piani alti di Maranello il Räikkönen di Shanghai, lento e poco combattivo. Il finlandese è partito quarto e nonostante il testacoda del compatriota Bottas non è riuscito a raggiungere il podio e si è visto superare dalle non irresistibili Red Bull di Verstappen e Ricciardo. L’impressione, giusta o sbagliata che sia, è che Kimi, ormai prossimo alla scadenza del suo contratto, stia tirando un poi remi in barca. Questa situazione danneggia Vettel che ha accanto con un compagno di squadra che, non trovandosi mai nel vivo della lotta per i primi posti, non può dargli una mano con le strategie. La strigliata di Marchionne è significativa, soprattutto se si pensa che fino allo scorso anno il numero uno aveva difeso a spada tratta il pilota di Espoo.

Dire che Kimi avesse altri impegni forse è esagerato, ma che il feeling con la vettura in Cina fosse pressochè inesistente è sembrato evidente a tutti, compreso al Team Principal Arrivabene. Arduo nascondere le difficoltà quando il finlandese, solitamente glaciale, ha passato buona parte del Gran Premio a litigare via radio con il muretto, lamentandosi delle prestazioni della sua Ferrari. Da qualche parte si è arrivati a sussurrare che le parole di Marchionne possano essere il preludio a un divorzio anticipato tra Räikkönen e la Ferrari, ma è un’ipotesi complicata. Difficile sostituire un pilota con l’esperienza di Kimi, soprattutto in corsa, quando ormai di buone guide appiedate non ce ne sono. A Maranello c’è l’impressione che le critiche possano essere di sprone al numero 7, facendo sì che anche la sua rossa riesca a prendere il passo di quella di Vettel, creando il doppio dei problemi a Hamilton e alla Mercedes. Ma siamo già ad aprile e l’inverno ha lasciato il posto alla primavera. Speriamo che il ghiaccio non si sciolga ulteriormente.