Redazione

Volendo buttarla sul culinario, verrebbe quasi da pensare che a Nick Kyrgios il cinese rimanga particolarmente indigesto. Altrimenti diventa difficile spiegare e spiegarsi la strana sindrome che colpisce il tennista australiano quando si ritrova a giocare sul cemento di Shanghai. L’anno scorso una sconfitta rapida ed inspiegabile contro Misha Zverev, una pantomima talmente fastidiosa che i tifosi hanno fischiato Kyrgios per tutta la durata dell’incontro, ammesso che potesse essere definito tale. Stavolta il match contro Johnson è durato un solo set, anche discretamente combattuto. Dopodichè, un rapido saluto (polemico?) all’arbitro, arrivederci e grazie.

Il solito Kyrgios, litigioso e indisponente

Motivo? Ufficialmente, un problema intestinale che avrebbe colpito l’australiano in nottata, unito ad un dolore alla spalla troppo fastidioso per essere sopportato. I maligni (e anche qualcuno che avrebbe ascoltato lo scambio di opinioni con il suo staff tecnico) sostengono invece che ad infastidirlo siano state le decisioni dell’arbitro e del giudice di linea, che hanno portato prima ad un warning e poi a un punto di penalità. A quel punto Kyrgios avrebbe comunicato ai suoi che in caso di sconfitta nel primo game, avrebbe abbandonato il campo. Detto, fatto.

L’ATP potrebbe far partire un’inchiesta

E i malanni? Nessun certificato medico, nessun dottore in grado di stabilire le cause del ritiro, nonostante un lungo post di scuse su Instagram per l’improvviso abbandono. A questo punto l’ATP è costretta a far partire un’inchiesta, a tenerlo fuori dal montepremi e, già che ci siamo, anche ad escluderlo dal doppio. Una sanzione anche troppo lieve, almeno rispetto a quella dello scorso anno. Il match svogliato contro Zverev gli era infatti costato una sospensione di due mesi per mancato rispetto al gioco del tennis. Rivedendo le immagini, difficile dar torto a chi ha comminato la pena.

Un talento ingestibile

Non sono le prime e non saranno certo le ultime bizze di Nick Kyrgios, che avrebbe il talento per prendersi il mondo, ma che per motivi noti solo a lui continua a gettarsi via. Non è un sopravvalutato come si vocifera, perchè la classe c’è. Il problema, come spesso accade, è la voglia. Il fascino del bad boy è indiscutibile, ma l’australiano non è McEnroe (che tra l’altro lo ha spesso criticato). Tre titoli in carriera e le semifinali agli Australian Open e a Wimbledon non sono abbastanza per potersi permettere certe bizze. Lo sa il pubblico, che continua a beccarlo ogni qual volta comprende che per Kyrgios è una di quelle giornate e lo sa anche l’ATP, che si prepara a prendere altri provvedimenti. Se all’australiano, come per sua stessa ammissione, a volte non va di giocare a tennis, forse farebbe meglio a non presentarsi. Per evitare multe e, soprattutto, figuracce come quelle di Shanghai.