Redazione

La distanza è sempre la stessa, quarantadue chilometri e centonovantacinque metri, quella che separava il campo di battaglia di Maratona da Atene. La storia, che forse è una leggenda, narra che Fidippide (o Filippide, a seconda della version che preferite), il messaggero ateniese, venne inviato per annunciare alla città la vittoria contro i Persiani. Stremato dalla fatica, l’ateniese avrebbe compiuto il suo dovere, per poi cadere a terra e morire. Da quella corsa, vera o leggendaria che sia, nasce una delle gare più amate dell’atletica leggera. E se tutte le maratone per distanza sono uguali, ce n’è una che per importanza e per partecipanti le batte tutte: la Maratona di New York.

Due vie per New York: qualificazione o lotteria

Che a differenza di quella olimpica (datata 1896) e di altre famose maratone, è abbastanza recente, ma in neanche cinquant’anni (prima edizione 1970) ha conseguito una fama che oscura quasi tutte le altre competizioni sulla distanza. E che porta decine di migliaia di persone da tutto il mondo ad iscriversi, nella speranza di essere scelti per partecipare. Non per niente, ci sono due vie per ottenere l’agognato numero di gara. La prima è la qualificazione attraverso un tempo limite, che permette comodamente ai grandi interpreti della specialità, se interessati, di avere un posto pressochè assicurato. E poi c’è la lotteria, la seconda strada verso il grande sogno. Verso una gara che corre forte verso la leggenda.

Unica edizione annullata, quella del 2012

Quarantasette anni, quarantacinque edizioni, escludendo ovviamente quella del 5 novembre, ma anche quella del 2012. L’unica edizione della Maratona di New York che non si è disputata è quella che era prevista giusto una settimana dopo il violento passaggio dell’uragano Sandy sulla Grande Mela. E nonostante la città si fosse comunque abbastanza ripresa, gli organizzatori ed il Sindaco hanno deciso di utilizzare i mezzi e il denaro a disposizione dell’organizzazione per aiutare chi ancora soffriva per le conseguenze del maltempo. Prima ed unica rinuncia alla Maratona. Persino nel 2001, neanche due mesi dopo l’attacco alle Torri Gemelle, da tutto il mondo sono accorse migliaia di persone per testimoniare vicinanza alla Città che non dorme mai, ferita, ma non doma.

Questione sicurezza, massima attenzione per l’incolumità di tutti

E a modo suo, anche l’edizione 2017 sarà accompagnata dal ricordo. L’attentato del giorno di Halloween, a poca distanza da dove sorgeva il World Trade Center, ha messo in allarme una città intera, ma soprattutto ha messo in moto più del solito la macchina della sicurezza. Le immagini dell’attacco alla Maratona di Boston, quando nel 2013 due fratelli ceceni fecero esplodere due ordigni a pochi metri dal traguardo uccidendo tre persone, spaventano ancora. Per questo le misure di prevenzione saranno ancora più numerose di quanto già non fossero, per garantire l’incolumità degli oltre cinquantamila partecipanti e del pubblico. Tra i partenti, tremila italiani, che cercheranno di tenere alto l’onore tricolore sulle strade dei Cinque Borghi e di stringersi a una New York scossa, ma che dopo la paura vuole ripartire. E lo farà di corsa.