Patrizio Cacciari

Chi vi scrive ha sempre avuto un debole per Marco Melandri. Ravennate, classe 1982, in carriera ha conquistato un solo titolo mondiale nella classe 250. Era il 2002. Melandri ha sicuramente raccolto meno di quello che avrebbe meritato. Talento purissimo, guida pulita e spettacolare: quel doppio sorpasso in staccata alla San Donato al Mugello nel 2005 su Biaggi e Rossi fatico ancora oggi a dimenticarlo, potete gustarvelo nel video più in basso. Tra lui e la vittoria, ci si è sempre messo qualcosa, un avversario più forte –  ha affrontato in carriera il miglior Valentino e sempre con una moto inferiore -, una scelta sbagliata oppure la semplice sfortuna, che nel mondo delle moto fa la differenza tra chi arriva in fondo e chi no. Oggi è felice, sorridente, papà, guida una Ducati ufficiale e ha già conquistato quattro podi in sei gare. Un anno fa era a casa, senza moto e non guardava più nemmeno le gare in tv. Eppure parliamo di un pilota che ha vinto 22 gare nel MotoMondiale e 19 nella Superbike. Probabilmente non vincerà il Mondiale delle derivare di serie, almeno quest’anno, ma prima della fine della stagione lo vedremo ancora sul podio, pronto a sfidare gli avversari più forti, e a rinascere, ancora una volta.

melandri intervista

(ph. tratta dal profilo ufficiale Fb di Marco Melandri).


Te lo avranno già detto in molti a inizio stagione, ma te lo ripeto anche io, bentornato nel mondo delle corse.

Grazie (sorride, ndr), mi fa piacere davvero essere tornato, essere ancora qui.

Nella tua lunga carriera hai guidato un sacco di moto: Yamaha, Aprilia, Bmw, ora Ducati: che campionato Superbike hai trovato?
Ho trovato un livello decisamente alto, molto difficile e competitivo. I primi vanno davvero forte, per giocarsela con loro, per provare a stare davanti, devi essere davvero al 100%. Poi molta differenza la fa sempre la moto. Va detto che il regolamento di oggi, molto restrittivo per la parte che riguarda il motore, non ti permette di fare quello che si faceva una volta, quindi la differenza tra i team ufficiali e quelli privati è aumentata.

Hai parlato di percentuali: tu in che stato di forma sei oggi? Abbiamo visto il vero Melandri?
Il ritmo gara l’ho già ritrovato, mi sento sicuro. Quello che mi manca è il feeling con la moto in mezzo “alla battaglia”. Però ogni gara che passa mi sento meglio. E’ solo questione di tempo.

Sei gare e quattro podi. Le prossime si corre ad Assen e Imola: sei pronto per la vittoria?
Per le gare in arrivo ho molta fiducia, penso e spero di potermi giocare la vittoria.

Jonathan Rea visto da vicino è davvero così invincibile come sembra?
Le Kawasaki hanno qualcosa in più di noi, bisogna ammetterlo. Soprattutto il pacchetto di Rea sembra davvero perfetto. Noi dobbiamo ancora fare un piccolo salto di qualità.

Marco Melandri ha amici nel mondo delle moto?
Sì, ne ho tanti, soprattutto qui in Superbike. Si può essere amici, anche tra piloti, c’è molto rispetto. Ho ottimi rapporti con tutti, sia con i miei avversari che con il mio compagno di squadra Chaz Davies.

Pensi di avere avuto nemici?
Tantissimi purtroppo. Soprattutto dall’altra parte (in MotoGp, ndr). Sai, lì sotto è come un paese grande, si mettono in giro delle voci, per farti avere una nomina negativa, un’idea sbagliata, magari perché non vai a genio a questo o a quel commentatore televisivo.

Con i tifosi invece che rapporto hai?
Con i tifosi i rapporti sono sempre stati buoni. Chi mi conosce personalmente alla fine resta sorpreso della persona. Mi apprezzano per i miei valori e questo per me è davvero importante. Mi piace avere la stima di chi mi conosce. E’ una cosa a cui tengo davvero tanto.

Spesso ti hanno dipinto come uno che si lamenta troppo. Invece la tua storia personale dice che non molli e che sei sempre riuscito a rinascere.
Sono orgoglioso di quello che sono riuscito a fare. A volte si viene dipinti come in realtà non si è. Ma chi mi conosce lo sa.

Come è cambiato, se è cambiato. il rapporto con il tuo lavoro da quando sei diventato papà?
Qualcosa è cambiato, in effetti. Vedi le cose da un punto di vista diverso, impari a essere più, paziente, sdrammatizzi. Poi quando sali in moto tutto torna come prima.

In MotoGp come finirà il Mondiale?
Ma non lo so, è ancora presto. Certo che il Vinales visto finora ha davvero una confidenza incredibile con la sua Yamaha.

Valentino Rossi finirà la sua carriera in Superbike come spesso si sente dire?
Non credo che verrà “di qua” (nel Mondiale Superbike, ndr), non ci ho mai pensato, ma sarebbe divertente.

Da grande che farai? Il commentatore in tv? 
Ma non scherziamo! Non ci penso minimamente. Anzi resto sempre molto sorpreso nel vedere i piloti che fanno quella scelta, perché quando si è in pista, quello del commentatore non è un ruolo che piace molto.

Allora cosa farai?
Quando ero a casa, ero arrabbiato e non seguivo più nemmeno le gare. Ho iniziato ad avere un ottimo rapporto con aziende tecniche del settore impegnate nella sicurezza sulle due ruote. Così ho aperto da qualche mese con mia sorella uno shop online
(www.motowide.com, ndr) e a breve aprirò anche un sito di informazioni sulla sicurezza stradale. Ecco, questa è una cosa che mi piace fare.