Patrizio Cacciari

Quasi cinque anni fa ci lasciava Marco Simoncelli, talento del motociclismo italiano, pilota rimasto nel cuore di tutti gli appassionati per coraggio nella guida e carisma. Era il 23 ottobre 2011. Sul circuito di Sepang, perse la vita in uno scontro al secondo giro. L’occasione per ricordare Marco è, come ogni anno, l’appuntamento con il Gran Premio di San Marino, che domenica si correrà a Misano, nel circuito a lui intitolato dal 2012. La figura di SuperSic, o semplicemente Sic, è sempre stata onorata dal circuit del motomondiale, prima l’intitolazione dell’autodromo sanmarinese, che nella storia del motociclismo ha un peso molto rilevante, poi nel 2014 l’inserimento nella Hall of Fame della MotoGp. Un altro importante riconoscimento è arrivato poche ore fa: la Dorna, la società che gestisce l’organizzazione del motomondiale, ha annunciato il ritiro dalla griglia di partenza del numero 58, che apparteneva proprio a Simoncelli. Un altro omaggio arriva da Sky, detentrice in Italia dei diritti televisivi della MotoGp. Domenica, in occasione del Gp di San Marino (ma disponibile da oggi su Sky On demand), verrà trasmesso il film “La regola di Marco”, un documentario con diversi spezzoni inediti, dedicati proprio al Sic.

Simoncelli, indimenticabile campione dal dolce sorriso

Campione del mondo 250 con la Gilera nel 2008, Simoncelli in pochi anni aveva conquistato tutti. Non solo talento e grande presenza in pista, ma anche un carattere dolce e straordinariamente dissacrante che lo aveva reso subito personaggio amatissimo. Capace di lottare con i migliori fin dalle prime apparizioni, nella classe regina si era distinto per aver conquistato due podi e per aver battagliato con i fortissimi spagnoli senza tirarsi indietro, nemmeno davanti alle minacce di morte che gli arrivarono durante un Gp disputato in Spagna. La sua perdita, crudele e improvvisa, gettò tutto il mondo del motociclismo in uno sconforto, ancora oggi difficile da archiviare. Vi segnaliamo, inoltre, la Fondazione Marco Simoncelli, gestita dal papà Paolo, che dal 2012 porta avanti numerose iniziative benefiche.

Foto tratta dalla pagina Facebook della Fondazione Marco Simoncelli.

Foto tratta dalla pagina Facebook della Fondazione Marco Simoncelli.

LE FRASI PIU’ BELLE DI MARCO SIMONCELLI

Gli obiettivi
«Io vedo anche alcuni miei amici che magari, capito, finito il liceo, non sanno nemmeno loro che cosa fare, se andare all’università, se lavorare. Secondo me una cosa che aiuta a vivere in modo comunque più coraggioso è avere un obiettivo. Che sia di qualsiasi tipo, di sport o di lavoro. Però Diobò se te hai nella testa un obiettivo, un qualcosa che devi raggiungere, secondo me ti aiuta ad andare avanti senza paura».

La filosofia
«Si vive di più andando 5 minuti al massimo su una moto come questa, di quanto non faccia certa gente in una vita intera».

La famiglia
«Ai miei devo tutto. Se non mi avessero incoraggiato e sostenuto, non sarei arrivato dove sono ora. Il mio è uno sport molto costoso: ti devi pagare le trasferte (anche tutti i weekend), le moto, l’attrezzatura. Ricordo perfettamente i periodi difficili che ha vissuto la mia famiglia. Quando sono passato alla 125, per esempio, per noi è stato un momento molto duro. Stavamo per vendere la casa, pur di pagare la mie trasferte. E mio papà ha rischiato grosso sul lavoro, perché il suo unico pensiero era cercare gli sponsor per me».

Le piste
«Le mie piste preferite sono quelle dai curvoni veloci, da 170-180 all’ora, dove ci vuole il pelo per entrarvi. Dove il pilota riesce a fare la differenza. E godi quando entri forte in quella curva. I miei posti giusti sono: Jerez, Assen e Phillips Island».

Gli avversari
«Forse gli spagnoli dovrebbero giocare un po’ più a carte, così almeno si rilassano. Però tira il culo perdere anche a carte».

I capelli
«Per favore, non mi chiedere dei capelli eh? Non so perché li porto così. Ma non li taglio: sono più famosi di me».

L’amore 
«Anche quest’anno alla Kate gli ho rinnovato il contratto».

Le ombrelline
«C’è questa leggenda che tutti i piloti, insomma, c’hanno queste gran storie con le ombrelline. Ma io non ne ho mai… acchiappata una… Perché loro le ombrelline arrivano la mattina quando tu, la Madonna, sei teso da matti per la gara, e quindi non è che pensi alla gnocca pensi alla gara… Poi quando è finita la gara che magari è andata anche bene quindi la Madonna sei gasato che magari c’hai voglia anche di far festa… le ombrelline sono già andate via, e te rimani lì…».