Francesco Cavallini

Dici Finlandia e pensi alle quattro ruote. Ai rally, ai grandi piloti anche di Formula 1. Alle gare di slitte, al massimo allo sci di fondo. Non certo al basket. Non esiste una gran tradizione cestistica e la storia e le statistiche non aiutano granchè. In sedici partecipazioni all’Eurobasket, per la nazionale del grande nord è arrivato al massimo un sesto posto, tra l’altro in una edizione casalinga. Ma come si dice, c’è sempre una prima volta. E quindi succede che un pennellone di due metri e tredici, che dentro una monoposto probabilmente rischia di non entrarci neanche, si innamori della palla a spicchi. Facile quando mamma e papà sono due ex cestisti e ti trasmettono tutta la loro passione. Ci provano anche con tuo fratello, ma la missione fallisce. Lui preferisce un altro tipo di sfera, quella che si colpisce coi piedi.

Ma torniamo a Lauri. Sì, Lauri Markkanen, figlio di Pekka e Riikka, fratello di Eero, un albero genealogico che probabilmente farebbe la sua bella figura in una saga nordica. L’amore per il basket dentro casa non manca, quello che nessuno si aspetta è il talento. Che lo porta lontano, molto lontano, a migliaia di chilometri da casa. Cosa può esserci di più diverso dalla calma, fredda e tranquilla Finlandia? Ovviamente il caos degli Stati Uniti, in particolare di Tucson, Arizona, dove notoriamente non piove mai, figurarsi se può nevicare copiosamente come succede spesso a Vantaa.

Qualcosa piove però. I canestri. Tanti. Un numero impressionante, anche per un lungo a cui la natura ha donato un fisico perfetto per intimidire anche i difensori più rodati. Due metri e tredici per oltre cento chilogrammi, e vallo a spostare quando decide di prendere posizione. E in quel ragazzone con la maglia dei Wildcats negli USA cominciano a intravedere qualcosa in più, un particolare che solo chi ha avuto il tempo e la voglia di passare le proprie giornate a studiare l’europeo Under-20 del 2016 poteva già conoscere. Il lungo finlandese tira. Ah, se tira. Con percentuali che fanno paura. Con delle mani che sembrano strappate ad una guardia e montate su un marcantonio alto quanto Shaq.

Il.Miglior.Tiratore.Sopra.I.Sette.Piedi.Mai.Visto.In.NCAA. Ok, agli americani piace esagerare, ma questa volta un pizzico di verità c’è. Non fosse un argomento sensibile negli USA, lo definirebbero più spesso un cecchino. Caratteristica comune dei finlandesi, ma non certo con la palla a spicchi. E se pensate che l’area pitturata sia il suo naturale terreno di caccia, beh, è qui che vi sbagliate. Prime diciannove gare a livello universitario, 45 su 92. Ah, piccolo particolare. DA TRE PUNTI. Che in percentuale fa quarantotto e spicci, roba da far concorrenza a Steph Curry. Movimento a uscire, tiro elegante e naturale e bam, una volta su due la palla va dentro. Un’arma non convenzionale.

Logico pensare che l’NCAA sia una stazione di passaggio. Una volta l’arrivo in NBA da freshman o da sophomore era il classico big fuss, il triennio (o quadriennio) universitario una tradizione da non scalfire, nei limiti del possibile. Ora si sbarca nel main roster persino dalla serie B tedesca (vero Dirk?) o si diventa prima scelta dopo tre stagioni alla Benetton Treviso. E quindi, forse per questioni ambientali o per affinità data dalle radici scandinave, bussano i Minnesota Timberwolves. Settima scelta, primo europeo. Dura poco però, perchè chiamano i Bulls, la sera stessa del Draft. Ma per la lega dei grandi c’è tempo.

C’è prima un Europeo in cui brillare. In cui trascinare la Finlandia, quella che se arriva nella top 8 stappa lo champagne, a giocarsela con i grandi del continente. Quarto in graduatoria per punti a partita, neanche a dirlo. Lungo atipico per una squadra atipica, capace di sorprendere tutti e spaventare anche nazionali di provata tradizione cestistica. Come l’Italia, che si trova davanti un fenomeno latitando proprio in quella zona di campo. Forse Markkanen non basterà e la Finlandia smetterà di sognare. Ma di lui si sentirà parlare a lungo. Certo, come dicono negli USA it’s a long shot. Ma come quando tira Lauri, le possibilità che vada a segno sono enormi.