Redazione

Proprio prima della gara di casa, quando i ricordi e le emozioni avrebbero potuto annebbiare la visibilità più dello sporco sul casco, Felipe Massa annuncia che lascerà la Formula 1. È vero, questa storia l’abbiamo già sentita, lo scorso anno prima di Monza. Ma stavolta pare proprio la decisione sia definitiva. E arriva prima del Gran Premio più importante, quello di Interlagos. Che Massa ha già vinto due volte, nel 2006 ma soprattutto nel 2008. Già, proprio quella gara lì. Quella che per una manciata di giri ha visto Massa coronare il proprio sogno, passare sulla linea del traguardo da trionfatore, nel GP e nel Mondiale. E dire che, tecnicamente, il sogno sarebbe stato esaudito. Ma il destino non aveva ancora detto la sua.

Un Mondiale deciso all’ultima curva

Ma facciamo un passo indietro, guardando a quel campionato mondiale. Ad Interlagos, diciottesima ed ultima gara dell’edizione 2008, si arriva con una situazione non proprio rosea per il Cavallino. Che è in netto vantaggio nella classifica costruttori, ma che per vedere Massa con la corona iridata deve sperare. Sperare che il brasiliano intanto vinca la gara di casa e che poi il giovane Hamilton, all’epoca ancora a secco di Mondiali in bacheca, non arrivi almeno quinto. Difficile in un’epoca in cui Ferrari e McLaren la fanno da padrone, ma com’è che si dice, mai dire mai.

Anche perchè, come a volte accade, sul circuito di San Paolo arriva la pioggia a togliere certezze e a regalare aria d’impresa. Massa non è Ayrton Senna, il mago della pioggia, il fenomeno mai troppo compianto di cui tutto il Brasile cerca ancora un valido erede. Ma sul bagnato Felipe ci sa fare. E poi avrà tutto il pubblico a favore. Che per carità, coperto com’è dal ruggito del motore, dalla pista non si sente neanche. Ma c’è, ed infonde nel brasiliano, che è pilota calcolatore ma anche di cuore, la benzina necessaria. Le prove regalano all’Italia due sogni e un principio di incubo. Massa in pole, seguito da Trulli e da Raikkonen. Ma Hamilton parte quarto. Quanto basta e avanza per il titolo.

Massa, la speranza di un popolo intero

La pioggia dà, la pioggia toglie, e costringe a rientri ai box più o meno forzati dal rapido mutare delle condizioni atmosferiche. L’unica cosa che non cambia è il ritmo indiavolato che Massa dà alla gara. Con gomme da asciutto o pneumatici da bagnato, cambia poco. Nulla al mondo può impedire al brasiliano di tentare l’impossibile. Che, almeno per un po’, sembra anche accadere. Perchè dietro la Ferrari del ragazzo di casa, succede un po’ di tutto. Accade che Vettel, che anche lui non è ancora Vettel ma evidentemente ha già capito che l’avversario è Hamilton, superi Ginetto, che si ritrova quinto. Accade che tra un pit-stop e l’altro Lewis scivoli addirittura in sesta posizione. Quanto basta e avanza per il titolo. A Massa, però.

Massa che taglia il traguardo da vincitore e, per trentotto secondi, da Campione del Mondo. A Interlagos si scatena il tripudio. Nessuno avrebbe mai potuto neanche scriverla una storia del genere. Ma poi succede di nuovo qualcosa. L’ultimo scroscio di una giornata assurda. Che non regala uno sprint inatteso a Hamilton, ma pianta totalmente la Toyota di Glock, ancora gommata da asciutto. Il tedesco resiste fino a tre curve dal traguardo, ma alla fine deve arrendersi. E a ricevere la corona iridata non è il primo arrivato del Gran Premio, ma il quinto. Re Lewis si porta a casa il Mondiale. Il silenzio cala improvviso sul circuito paulista. Il nemico numero uno è Glock, reo di essersi fatto superare con troppa facilità. Ma al di là delle accuse, resta una sola immagine in mente. Quella di Felipe Massa, ancora nell’abitacolo della sua Ferrari, che piange lacrime amare.

Le stesse che probabilmente righeranno di nuovo il suo volto all’ultima passerella sulla pista di casa. Stavolta non c’è un mondiale da vincere, per festeggiare basterebbe arrivare in zona punti. Anzi, forse basterebbe arrivare, dato che le ultime due stagioni portano in dote una squalifica ed un ritiro ad Interlagos. Ma comunque vada, tutto il pubblico di San Paolo si assieperà sulle tribune a salutare colui che, dopo il grande Ayrton, più è andato vicino a regalare un sogno al Brasile delle quattro ruote. E ogni volta che finirà uno dei 71 giri previsti, quando l’idolo di casa supererà la linea del traguardo, tutti ricorderanno quell’istante, anzi, quei trentotto secondi. Il lungo ma brevissimo attimo in cui Felipe Massa è stato re del Mondo.