Patrizio Cacciari

Nessun pilota italiano era mai riuscito a vincere due gare di seguito nella Moto 2. Lo ha fatto Franco Morbidelli, pilota romano classe 1994, che dopo il Qatar ha trionfato anche sul tracciato argentino di Termas di Rio Hondo. L’ultimo precedente simile risale addirittura al 2008, quando fu Marco Simoncelli a tagliare per primo il traguardo per due volte di seguito, ma quella era la quarto di litro, la classe 250, antenata della moderna Moto 2.

Morbidelli, un inizio stratosferico

Morbidelli aveva finito il 2016 in crescendo, ma un inizio 2017 non lo avrebbe mai immaginato. La prima gara sul circuito di Losail l’ha vinta da dominatore, mentre in Argentina è stato costretto a resistere e a battersi con Alex Marquez, compagno di squadra del team Marc Vds, e fratello del Marquez più famoso, quello della MotoGp. Sfidare “un Marquez” farà bene a Morbidelli che il prossimo anno è deciso a fare il grande salto in MotoGp, “ma solo se arriverò tra i primi tre nella classifica finale”, ha promesso sorridente. La prima vittoria in Moto 2 nella scorsa stagione gli sfuggì per soli 10 millesimi a Philip Island, quando venne beffato da Thomas Luthi. I punti a fine anno furono 213 che gli valsero il quarto posto nella classifica generale. Quest’anno il podio è più che alla portata.

franco morbidelli

(ph. tratta dalla pagina fb ufficiale di Fraco Morbidelli).

Franco Morbidelli, ha 22 anni, è figlio d’arte, suo papà Livio era stato vicecampione italiano 80 e 125. Livio si tolse la vita nel 2013 quando aveva 52 anni, non prima di chiudere la sua officina a Roma e trasferirsi a Tavullia, che considerava il posto ideale per fare diventare Franky un campione. Ci aveva visto giusto: basta fare una ricerca d’archivio per ritrovare vecchi articoli datati 2005 che raccontano di un baby fenomeno capace di vincere 43 gare su 50 nelle mini moto, con lo stile di guida di Freddie Spencer, dicevano i più lungimiranti. Quel ragazzino prodigio era Franky, mamma brasiliana, oggi padrone della Moto 2 e candidato a raccogliere lo scettro italiano di Valentino Rossi. Il feeling tra i due è sempre stato fortissimo. Soprannominato il Morbido (anche se Alex Marquez non sarà molto d’accordo dopo il duello da cui è uscito perdente) nonostante non corra per il team di Valentino, è uno dei giovani piloti preferiti del Dottore, nonché assiduo frequentatore del Ranch di Tavullia, il circuito casalingo di Dirt Track creato da Rossi per migliorare il controllo della moto, e anche per divertirsi con gli amici.

«Ha un talento incredibile, che sommato a una grande testa e all’esperienza che ha, lo faranno restare in pista per molto più tempo rispetto a un pilota normale», parla così Franco Morbidelli, riferendosi al suo idolo Valentino. Ma Franky sa benissimo che c’è un vuoto, lì dietro a Vale, che nessuno al momento è riuscito a colmare, né Dovizioso, bravissimo ma poco fortunato, né Iannone, che sfumata l’occasione Ducati dovrà capire che strada prenderà la sua carriera, né Petrucci, reduce da una stagione poco brillante dopo l’ottimo 2015. Lo scettro italiano di Rossi spettava di diritto al Sic, per risultati, classe e talento. Ma il destino non ha voluto. Morbidelli può farlo suo. Le premesse ci sono tutte.