Redazione

Il Gp d’Olanda si tinge d’azzurro. Frecce tricolori sul mondiale di MotoGP. Vince Valentino Rossi, che chiude un GP trionfale per i nostri colori. Il Dottore rilancia le proprie ambizioni mondiali. Petrucci si conferma grande fra i grandi, la vittoria è solo rimandata. Dovizioso è in cima alla classifica mondiale.

Sciagurato Viñales. Lo spagnolo è rimasto imbottigliato nel traffico prima di aprire il cestino della spazzatura indifferenziata e buttarci dentro 25 punti. Errore banale. Rischia troppo, ma almeno è fortunato. Quella caduta è brutta. Dalla parte del collo. Poteva andare molto peggio. Dovizioso lo ha mancato di un millimetro.

Gagliardo, Petrucci. Il ragazzo conferma i propri progressi: è dal Mugello che tiene regolarmente testa ai big. Riesce anche a mettere le ruote davanti a tutti prima di ingaggiare un duello epico con Rossi. Corre con la serenità di chi non ha niente da perdere. Chiude secondo fra gli applausi. E con la sensazione che lo vedremo presto sul gradino più alto del podio.

Desaparecidos: Iannone che prova a gareggiare da protagonista. Il grande sogno dura appena 10 giri. Poi la Suzuki si spegne e lui si perde. Lorenzo non riesce a prendere confidenza con la Ducati. Chiude doppiato. Mondiale addio, ma ancora ha tempo di essere protagonista.

Saggio, Marquez: lo spagnolo è senza dubbio il più regolare fra chi lotta per il mondiale, ma non può vincere una gara normale con una moto complessa da guidare in una pista dalle condizioni imperfette. Ottima gara di “conserva”. In un campionato così equilibrato, è fondamentale tesaurizzare ogni punto.

In confusione Zarco. La pioggia rimescola le carte e lui prende l’asso di bastoni sui denti. Decide di cambiare moto e si prende un drive through per eccesso di velocità.

Dovizioso fa rima con giudizioso: il ragazzo corre una gara perfetta e sottovalutata. Si ritrova ultimo dopo la prima curva. Rimonta. Poi, va di conserva. Sceglie di non correre rischi anche perchè, scappati via Petrucci e Rossi, si ritrova in bagarre anche con Crutchlow che sulla pioggia è a suo agio. Dovi fa ciò che deve. Lascia che i due, Honda su Honda, lottino sull’umido e si prende un quinto posto che vale il primato in classifica mondiale.

Epico, Valentino Rossi: si crea un gruppo che arriva in volata. Sull’acqua servono anche altre qualità. Fantasia, coraggio, incoscienza. Valentino Rossi, 20 anni di carriera alle spalle, decide di puntare sulle slick. Ci prova. E, come spesso accade, gli riesce. Da brividi, il rush finale con Petrucci. Due belve che fiutano l’odore del bagnato. Negli ultimi giri aprono il gas inventandosi traiettorie al limite di fisica, logica e buonsenso. Ad Assen però, è casa di Valentino: vince. Dieci e lode in Olanda. All’università del motomondiale, il “Dottore” va di lectio magistralis. Sulla Yamaha, aveva ragione lui: azzeccata la scelta del nuovo telaio, la moto mastica le gomme con meno avidità ed è molto più veloce ed affidabile. E se Rossi ha il mezzo, al resto ci pensa lui.