Patrizio Cacciari

Con tre gare d’anticipo Marc Marquez ha vinto il suo meritato quinto titolo mondiale, il terzo in MotoGp. Ma nel giorno in cui Andrea Dovizioso ritrova la vittoria personale, non accadeva dal 2009 quando correva in Honda, e la Ducati la seconda vittoria stagionale, non ci riusciva dal 2010 con 3 vittorie di Stoner, a un anno esatto dai fatti di Sepang 2015, quelli dell’incidente Rossi-Marquez, è il momento tracciare un bilancio della stagione che si chiuderà domenica 13 novembre a Valencia.

Un nuovo record in MotoGp nel 2016: i piloti vincenti

Il dato più interessante riguarda senza dubbio il numero dei piloti che sono riusciti a vincere almeno un gran premio, ben 9: Marquez, Rossi, Lorenzo, Crutchlow, Pedrosa, Vinales, Iannone, Dovizioso, Miller. Battuto il record del 2000. Questo ha inevitabilmente abbassato la quota mondiale. Pensate che nella scorsa stagione Lorenzo ha conquistato 330 punti (7 vittorie), quest’anno Marquez potrà arrivare massimo a 303 con 6 vittorie, se riuscirà a spuntarla a Valencia. A Rossi non ne bastarono 325 punti e 4 vittorie per vincere il suo decimo titolo, nella stagione in cui andò sempre a punti (solo tre volte fuori dal podio, due volte quarto e una volta quinto). Oggi è a 236 con due vittorie e ben quattro ritiri che pesano come un macigno sulla sua stagione. Senza la rottura del motore al Mugello, dove aveva tutto per vincere, oggi sarebbe stato ancora in corsa per il Mondiale a una gara dalla fine. Insomma, a 38 anni, va riconosciuta a Valentino Rossi, la capacità di essere ancora competitivo e costante nel rendimento come pochi altri in pista.

Degli spagnoli al potere avevamo già parlato, ma va sottolineata ancora una volta la crescita di Marquez, dopo l’aspro finale del 2015. Da 6 ritiri a 1 è un bel passo avanti, per un rider che corre sempre al limite. Il numero 93 ha capito l’importanza dei piazzamenti quando non si è a posto da un punto di vista tecnico, e gara dopo gara ha fatto crescere la sua Honda, lavorando sul setting e stile di guida. Le gomme Michelin alla fine della stagione, sono state le migliori alleate della sua Honda.

Di Lorenzo cosa dire? Poteva vincere un altro mondiale, nonostante l’addio anticipato con la Yamaha. Non ci ha creduto fino in fondo, ha sbagliato molto anche lui (come Valentino) e la sua M1 in generale è stata meno performante di altre volte su diversi tracciati. I suoi limiti nella guida sul bagnato hanno fatto il resto. Con una gara ancora da correre (e potenzialmente vincere), ha collezionato circa 100 punti in meno del 2015. Un’enormità.

SORRISI IN CASA DELLA ROSSA
A Borgo Panigale invece torna il sereno dopo un periodo piuttosto turbolento. L’inizio di stagione illusorio, gli incidenti subiti da Dovizioso, quelli procurati da Iannone, l’ingaggio di Lorenzo, l’addio con polemiche a The Maniac, una moto che nonostante tutto in pista soffre ancora molto anche contro i team satellite. 256 punti nel mondiale costruttori la scorsa stagione, 245 in questa (che salvo sorprese, dovrebbero aumentare), ma soprattutto 2 vittorie, che spezzano, dopo anni, l’egemonia Yamaha-Honda. Il prossimo anno in squadra ci sarà un top rider campione del mondo e un 31enne forlivese, maturo, che punta solo a migliorarsi. In casa Ducati finalmente si può cominciare a sorridere.