Redazione

La stagione del tennis si è conclusa con gli ATP Finals e, in teoria, Rafa Nadal avrebbe di che sorridere. Ha terminato l’anno al numero uno (non gli succedeva dal 2013), ha giocato un ottimo tennis vincendo due dei quattro tornei dello Slam (il decimo Roland Garros e il terzo US Open) e ha dimostrato che gli anni che avanzano, qualche acciacco a parte, non sono in grado di fermare il suo talento e la sua determinazione. Eppure questa fine 2017 porta in dono al maiorchino anche qualche brutta notizia. Che non è l’infortunio che gli ha impedito di terminare gli ultimi due tornei stagionali e neanche l’impossibilità di battere Federer nell’anno solare. I problemi di Rafa sono altri. Anzi, sono due.

Zio Toni lascia Rafa e il tennis

Il primo è un addio che fa rumore, quello del celeberrimo Zio Toni. L’allenatore-motivatore, colui che più di tutti ha contribuito a plasmare la figura di Nadal, trasformandolo in uno dei migliori tennisti di tutti i tempi, ha detto stop. Lo aveva già annunciato a inizio anno, ma i trionfi del nipotino avevano fatto pensare ad un possibile cambio di rotta da parte del coach cinquantaseienne. E invece no, Toni lascia. Il mondo del tennis, non solo Rafa, anche perchè sarebbe impossibile anche solo immaginarlo a fianco di qualcuno che non sia Nadal. Si occuperà della Rafa Nadal Academy, il progetto lanciato dal numero uno mondiale per crescere giovani tennisti attraverso il metodo dello zio, che gli ha permesso di raggiungere la vetta della sua disciplina.

All’Australian Open ci sarà l’orologio anti-Nadal

Un Rafa che dal prossimo Australian Open sarà quindi “orfano” di Zio Toni, ma che in Australia avrà anche un’altra gatta da pelare. Questa arriva direttamente dal board della Federazione Internazionale e riguarda una delle nuove regole, testate nelle Finals Next Gen, che sono state pensate per rendere il tennis più moderno e più godibile. Si chiama shot clock, ma i maligni l’hanno già ribattezzato orologio anti-Nadal ed è il limite di 25 secondi tra la fine di uno scambio e l’inizio di quello successivo. Anti-Nadal perchè il maiorchino, tra le altre cose, è famoso per la sua routine pre-servizio, fatta di piccoli gesti e tic che spesso si ripetono e finiscono per allungare i tempi dei suoi match. Ora però Rafa dovrà cominciare ad abituarsi ad avere i secondi contati.

Le nuove, contestatissime regole del tennis 2.0

Anche perchè l’applicazione delle nuove regole, nonostante qualche timida protesta, comincerà proprio all’inizio del 2018 con il primo degli Slam, gli unici tornei in cui verranno sperimentate le novità. Tra cui c’è l’accorciamento del tempo di riscaldamento (non più di un quarto d’ora, con tanto di multa salatissima per chi non rispetta il limite) e, a partire dal 2019, la riduzione delle teste di serie da 32 a 16, per avere partite meno prevedibili e in grado di attirare il pubblico già dai primi turni. Per le altre rivoluzionarie sperimentazioni delle Finals Next Gen (set al meglio dei 4 game, niente vantaggi e let sul servizio, libertà per gli allenatori di scendere in campo), ci sarà tempo. Il tempo che Nadal non avrà più tra un servizio e l’altro. E non potrà neanche chiedere consiglio al suo coach. Da oggi, non ha nemmeno quello.