Redazione

Lo Squalo ha morso. Nibali chiude addentando la vittoria del Lombardia una stagione che lo ha visto competitivo ma non vincente. Dopo il podio al giro d’Italia e quello al Tour de France, la stagione sembrava destinata a chiudersi senza vittorie di prestigio: mai, però, sottovalutare il fuoriclasse. Un campione infinito.

Un campione assoluto e poliedrico

Vincenzo Nibali si porta a casa il Lombardia e dimostra di non essere solo un corridore da corsa a tappe. La vittoria è figlia della versatilità di un ciclista abile ad adattarsi a ogni tipo di percorso. Non a caso ha fatto la differenza in discesa, pedalando sempre all’attacco. Squali, del resto si nasce. E Nibali corre da predatore: non ha mai paura di tentare la mossa decisiva. Non pensa, agisce. Segue l’istinto, fiuta la vittoria. E spesso la raggiunge.

Una vittoria corroborante

L’arrivo sul traguardo della Classica Monumento è una vittoria importante, non tanto per il palmarès, già stracolmo. Quanto per il messaggio lasciato in eredità alla fine di questo 2017 vissuto in chiaroscuro. Gli obiettivi dichiarati a inizio stagione, Giro d’Italia e Vuelta, sono comunque svaniti. In particolare, la corsa rosa è stata un lungo happening di qualcosa che non è mai arrivato: la prima metà del Giro a soffrire sugli Appennini, sino ad accumulare più di 3′ da Dumoulin. La vittoria nella sedicesima tappa a Bormio, è un tocco di classe: Nibali urla la sua presenza, ma non basta per ripetere la rimonta del 2016. Finisce sul gradino più basso del podio, dietro anche a Quintana.

Non è stata la Vuelta buona

La Vuelta parte con grandi premesse: e la prima promessa arriva ad Andorra La Vella. Sarà l’unica. Nibali non ha il passo di Froome, che regge agevolmente la vetta. Chiude al secondo posto, centrando il decimo podio ad un Grande Giro. Uno squalo che si rispetti, però, non può chiudere la stagione senza vittorie importanti. Si presenta in gran forma al Giro di Lombardia dove vince a modo suo: attacca il gruppo, riprende il fuggitivo e poi lo stacca. Adesso, il riposo. La testa è alla prossima stagione: gli manca il Mondiale. il 2018 si corre a Innsbruck, circuito cucito addosso alle sue caratteristiche. Avversari sul chi va là. Occhio, che lo Squalo continua a pedalare…