Patrizio Cacciari

Nicky Hayden non c’è più. Il pilota ufficiale della Red Bull Honda Superbike si è spento dopo 5 giorni di agonia all’Ospedale Bufalini di Cesena. Non ce l’ha fatta Nicky, il nostro Nicky. Troppo gravi le ferite riportate mercoledì scorso in un incredibile quanto assurdo incidente a Rimini, durante un’uscita in bicicletta con gli amici. Il ragazzo coinvolto nell’incidente, un 30enne del luogo, era sconvolto ed è comunque risultato negativo ai test. Probabilmente è stato lo stesso Hayden a immettersi nella carreggiata senza rispettare lo stop, forse distratto da un ipod, ritrovato sul posto, con cui stava ascoltando della musica.

La morte improvvisa di un ragazzo amatissimo

Ma non è questo quello che importa quando la morte arriva improvvisa in un ambiente sportivo come quello dei motori e delle moto in particolare. Hayden era amico di tutti nel paddock, un ragazzo disponibile, educato e sempre sorridente. Qualcuno lo definiva il compagno di squadra ideale, definizione che forse non rende onore alla sua carriera e al suo talento. Nicky è stato campione del mondo MotoGp nel 2006, e non perché Valentino Rossi cadde all’ultima gara di Valencia. In quella stagione fu di una straordinaria regolarità: vinse due gare, andò a podio altre sette volte. Il peggior risultato in gara fu nono, mentre alla penultima gara venne travolto dal compagno di squadra Dani Pedrosa, esordiente nella classe regina, su cui Honda e Repsol puntavano tutto. A vincere invece fu Nicky, The Kentucky Kid, il ragazzo americano sempre pronto a sorridere. La sua gioia incontenibile quel giorno è ancora negli occhi dei compagni. Lo stesso Valentino ha sottolineato l’onesta e la bontà dell’ex compagno in un toccante post su instagram.

hayden parla rossi

(ph. tratta dal profilo Fb ufficiale di Valentino Rossi VR46).

Il post di Valentino Rossi dedicato a Nicky Hayden nei giorni scorsi
Nicky è uno dei migliori amici che ho avuto nel paddock. Siamo stati compagni di squadra con la Honda nel suo anno da rookie, il 2003, quando era un giovane debuttante alla prima esperienza europea. Quella stagione si chiuse con il mondiale per me e con il suo primo podio a Phillip Island. Dopo qualche anno abbiamo lottato uno contro l’altro per il mondiale 2006 fino all’ultima gara e alla fine, purtroppo per me, mi ha battuto ed è diventato il campione del mondo della MotoGP. Dopo la gara ci siamo dati la mano e ci siamo abbracciati.in seguito siamo stati ancora compagni di squadra nei difficili anni della Ducati, quando parecchie volte abbiamo lottato all’ultimo sangue, magari per conquistare l’ultimo posto nella top five. Nicky veniva spesso al Ranch, dove era sempre uno spettacolo vederlo e cercare di carpire qualche segreto battagliandoci insieme, perché lui è uno dei più veloci flattisti del mondo e prima di passare all’asfalto ha vinto le più importanti gare di Flat Track americano come il Peoria TT. Il più bel ricordo che ho di lui però è quando è venuto a darmi la mano dopo la sfortunata gara di Valencia 2015, durante il giro d’onore. Per lui era l’addio alla MotoGP, io avevo appena perso il mondiale. Il suo sguardo di supporto dentro il casco è uno dei pochi ricordi positivi che ho di quel giorno. Forza Nicky, siamo tutti con te.

GLI ANNI IN SUPERBIKE
Da due stagioni Hayden correva in Superbike. L’avventura in MotoGp si era conclusa dopo 3 stagioni con il team Drive M7 Aspar. Prima ancora il bellissimo, seppur tormentato, periodo di 5 anni in Ducati al fianco di piloti come Casey Stoner, Valentino Rossi e Andrea Dovizioso. Il 6 novembre 2015 Hayden è stato inserito nella Hall of Fame del MotoMondiale. La sua prima vittoria nel mondiale delle derivate di serie era arrivata il 15 maggio 2016, in occasione di Gara 2 sul Circuito di Sepang. Domenica scorsa, 14 maggio a Imola, il 12esimo posto in Gara 2, poi la scelta di restare qualche giorno in terra romagnola, luoghi che Hayden conosceva benissimo anche per i trascorsi a Borgo Panigale. Mercoledì il terribile impatto che ha spento per sempre il suo sorriso, quello che nessuno potrà mai ridarci. Addio Nicky, è stato un piacere tifare per te. Ti salutiamo come farebbe un vero motociclista, lamps!