Elisa Ferro Luzzi

Le luci si sono spente da poco e le Olimpiadi già ci mancano tremendamente. Bisognerà aspettare quattro anni per rivivere questo spettacolo dello sport, la palla passa a Tokyo che ospiterà i Giochi nel 2020. C’è sempre un po’ di malinconia quando la fiamma olimpica viene spenta, questo gesto spesso segna un punto di passaggio nella vita di un uomo: dove sarò nel 2020? Quali saranno gli sportivi per cui farò il tifo? Chi si ritirerà durante il quadriennio? Domande più o meno esistenziali che avranno una risposta tra quattro lunghi anni.

E’ stata, questa, l’Olimpiade delle prime volte. Abbiamo visto il primo oro del Kosovo con la Kelemendi nel Judo, la prima iraniana – Kima Alizadeh – sul podio. Il primo del Vietnam grazie alla pistola di Hoang Xuan Vinh dai 10 metri, il primo oro del Brasile nel torneo di calcio, che ha così spezzato la maledizione olimpica; abbiamo visto la prima atleta afroamericana, Simone Manuel, vincere nel nuoto o il primo oro delle Fiji nel rugby a 7.

Tanti anche i gesti d’amore e d’amicizia, tanti anche i coming out. Rimarrà scolpita negli occhi di tutti l’immagine della Hamblin e la D’Agostino, che nei 5000 metri cadono, si infortunano e si aiutano a rimanere in piedi fino al traguardo.

La dichiarazione d’amore alla tuffatrice He Zi che una volta podio ha visto il suo fidanzato chiederle di sposarla rimarrà nella storia delle dichiarazioni più belle ed emozionanti.

matrimonio

 

Diverse le dichiarazioni d’amore gay, i coming out: la judoka Rafaela Silva ha ringraziato la fidanzata Tamara e la nostra Rachele Bruni, dopo aver vinto l’argento nella 10 km del nuoto, ha anche lei ringraziato la compagna Diletta. C’è stato anche il primo oro in assoluto della coppia gay formata dalle britanniche Helen e Kate Richardson-Walsh. Ora la palla passa al Giappone: ecco il video di presentazione di Tokyo 2020