Elisa Ferro Luzzi

Hanno vinto ”solo” l’argento olimpico, ma nei cuori degli italiani la medaglia è d’oro: l’Italia del volley ha conquistato l’intero Paese a ridosso dell’inizio della Serie A, cosa che sulla carta era davvero impensabile. La finale con il Brasile, iniziata in contemporanea con Milan-Torino e proseguita durante l’ultimo giro dei campi di calcio, è stata seguita da 5 milioni 451 mila spettatori, con uno share del 39.32%. Il picco di share (43.99%) è stato registrato al termine del secondo set alle 19.23, mentre gli ascolti più alti sono stati nel finale del match, alle 19.56, con 6 milioni 937 mila spettatori.

Nei bar e nelle piazze nel primo week end di campionato si è parlato solo di ace, schiacciate, muri, bombe da 127 km/h e lavatrici. Lo sport nazionale è il calcio, ma alla medie e al liceo durante l’ora di educazione fisica spesso si gioca a pallavolo e siamo tutti più o meno in grado di capire cosa sta succedendo in campo, quindi un’occhiata inizialmente a questi ragazzi l’abbiamo data con facilità. Poi la grinta, la personalità e la bravura mostrate dalla Nazionale di Blengini hanno catturato l’attenzione in maniera totale. Proprio così: l’italiano medio è stato rapito dalla carica agonistica messa in campo dai nostri, dal fuoco negli occhi e dalla forza mostrata fino alla finale con i brasiliani. Hanno incarnato lo spirito Olimpico, sono riusciti (soprattutto nella semifinale con gli Stati Uniti) a far materializzare quello che a volte sembra un concetto astratto: le difficoltà si possono superare con la grinta giusta e lo spirito di squadra, niente di più semplice.

volley

Ecco alcuni ”fattori” che hanno permesso all’Italvolley di entrare di prepotenza nei cuori degli italiani:

LO ZAR

Ne abbiamo ampiamente parlato qui: Ivan Zaytsev è stato e continuerà ad essere il condottiero di questa Nazionale. La pallavolo ce l’ha nel sangue (il padre, russo, è stato un palleggiatore fortissimo), la sua carica ha inchiodato ai teleschermi milioni di italiani. Ha messo a segno punti su punti, si è caricato la squadra sulle spalle, ha esultato come fosse sotto la curva per ogni azione andata a buon fine, ha conquistato il record per il servizio più veloce delle Olimpiadi. Peccato, davvero, per la finale giocata non al massimo. “Siamo riusciti a trasmettere qualcosa di speciale, anche a chi non ci seguiva così spesso; ci siamo fatti conoscere per quello che siamo in campo” ha detto “Ivano”, a ragione, alla fine di tutto.

JUANTORENA

I suoi muri, le sue ricezioni, i suoi attacchi ma soprattutto le sue ”manone” sono diventate delle vere e proprie leggende. Cubano naturalizzato italiano, gioca per il nostro Paese dal 2015 ed è la colonna portante della Nazionale insieme allo zar. Juantorena-Zaytsev, Zaytsev-Juantorena: sulla bocca di tutti, oggi, ci sono stati prevalentemente questi due nomi, che di italiano a leggerli non hanno poi molto (anche se lo zar è umbro) ma il cuore è decisamente azzurro. Rimarranno purtroppo indelebili le immagini delle sue lacrime al termine della finale persa con il Brasile.

GIANNELLI

Immenso il torneo del baby fenomeno azzurro, decisivo in più di un’occasione. Ha soli 20 anni ed è alto due metri esatti il talentino del Trentino Volley, che da ragazzino sognava però tutt’altro: la sua passione era infatti il tennis sulle orme di papà Paolo, azzurro ai Mondiali per Veterani in Sudafrica e oro in un Europeo “over 45”. E’ stato premiato come miglior alzatore della World League ed è stato preziosissimo per la rinomata coppia Juantorena-Zaytsev. Dietro alla sua faccia da bambino c’è un campione vero che è piaciuto molto e farà ancora parlare di sè.

I COMMENTI DI LUCCHETTA E ANTINELLI

I Caressa-Bergomi della pallavolo. L’ex pallavolista Andrea Lucchetta e il commentatore Rai Alessandro Antinelli hanno dato ancora più brio alle partite azzurre con le loro battute e i loro commenti originali. Qualcuno ha storto il naso davanti ad alcune simpatiche esagerazioni di Lucchetta, che non si discostano poi molto da ciò che viene detto da una persona qualsiasi davanti ad una partita di calcio. Sono solo più… fantasiose.

Ecco alcune perle: “Il pallone si è sbrodolato come un canederlo troppo cotto”, “Devono chiamare un taxi, non il challenge”, “La palla deve cadergli dentro l’ombelico”,“Consegnata la tessera per andare a fare la manicure Lanza si smeriglia le unghie”, “Maschera tutto come un gatto nella lettiera per evitare che l’odore si sparga”, “Questa è la soluzione di Lipe: la lipesoluzione” . Oltre al cult della lavatrice di Zaytsev e il su le mani per Osmany (Juantorena ndr).