Redazione

Ammirando lo spettacolo delle prove ufficiali del Gran Premio di Australia del Motomondiale, si capisce che l’avventura di Andrea Dovizioso, che punta a strappare a Marc Marquez un campionato che lo spagnolo sembrava aver già vinto, è tutta in salita. Non tanto per le pendenze del circuito di Victoria, che pure offre qualche saliscendi niente male, ma per una differenza tanto sottile quanto determinante. Il peso dell’esperienza. Il catalano sa bene cosa significhi respirare l’aria della vetta. È abituato alla pressione, sa come gestirsi e cosa fare per raggiungere il Mondiale MotoGP numero quattro. Dovi no. Certo, è pilota esperto, ma a quelle altitudini non c’è mai stato. E la cosa comincia comincia a notarsi.

Marquez in pole, Dovizioso solo undicesimo

Marquez strappa la pole all’ultimo secondo. In teoria non ne avrebbe neanche bisogno, perchè il suo diretto avversario partirà lontano, molto lontano, addirittura dalla piazzola numero undici. Potrebbe comunque non essere un problema, dato Desmodovi a Motegi è scattato dall’ottava posizione, ma alla fine c’era lui sul gradino centrale del podio. Ma è evidente che, nonostante il calendario delle gare non sia molto d’accordo con questa frase, non è sempre domenica e un’altra sessione di prove tendente al disastroso per il pilota Ducati può rappresentare dire addio al sogno Mondiale (o comunque vederlo di nuovo da abbastanza lontano). Ma se c’è qualcosa che, comunque vada a finire, questo mondiale 2017 lascerà in eredità alla MotoGP è la consapevolezza che Dovizioso non si dà mai per vinto. E sarà quindi meglio aspettare la gara prima di vendere la pelle dell’orso di Forlimpopoli.

Viñales ottimo secondo, Rossi parte settimo

E gli altri? Toh, chi si rivede, in griglia spunta di nuovo il 25 di Maverick Viñales, che evidentemente del Motomondiale apprezza particolarmente sia l’inizio che la fine. Partirà secondo, davanti a Zarco, ormai non più una sorpresa ma una certezza di questa stagione. Seconda fila abbastanza inaspettata con Iannone ottimo quarto, seguito da Jack Miller e da Espargaro, che conferma così le ottime sensazioni delle libere. Per vedere volti conosciuti c’è da scendere una fila più in basso. Ad aprirla è Valentino Rossi, che approfitta del buon feeling con la pista della sua Yamaha. Ancora più dietro, come detto, Dovizioso, che partirà con accanto Danilo Petrucci, suo scudiero nella super rimonta di Motegi. Sarà di buon auspicio? Chissà. Quel che è certo è che in queste ultime tre gare Desmodovi dovrà per forza di cose abituarsi a stare lassù e a non lasciarsi condizionare troppo da una lotta mondiale incerta e inaspettata. Chiaro, più facile a dirsi che a farsi. E per ora c’è solo una salita. Lunga, difficile, ma non impossibile. Motegi, del resto, qualcosa avrà anche insegnato, no?