Redazione

E con questa fanno due. Dopo aver stupito il mondo in Qatar (partenza lampo all’esordio in MotoGP e due giri in vetta in solitaria) e soprattutto dopo il primo start davanti a tutti ad Assen, Johann Zarco si aggiudica le umide prove ufficiali del GP del Giappone a Motegi, tenendosi dietro uno scatenato Petrucci e Marc Marquez. Solo ottava posizione per la Desmosedici di Dovizioso, Valentino Rossi è addirittura fuori dai primi dieci e partirà dalla piazzola numero 12. Ma conosciamo meglio il francese Zarco, che incarna alla perfezione un proverbio tipico della saggezza popolare: meglio tardi che mai.

L’ascesa lenta e costante di Zarco

Tardi perchè nel motociclismo moderno non è usuale assistere ad un debutto nella classe regina a ventisette anni. Basterebbe pensare che Marquez, tre anni più giovane del transalpino, ha già in cascina tre mondiali in MotoGP e si avvia verso il quarto (Desmodovi permettendo). Ma Zarco ha voluto fare le cose per bene, prendendosi tutto il tempo necessario per fare esperienza nelle classi minori. Tre stagioni nella vecchia 125, l’ultima delle quali conclusa al secondo posto nel mondiale, addirittura cinque in Moto2, con tanto di doppietta iridata in sella alla Kalex. Quanto basta per la chiamata in MotoGP della Yamaha, che lo mette in sella a una moto del team Monster. E, nonostante la caduta in Qatar dopo l’avvio fulminante, il giovane vecchio ha iniziato bene, cogliendo buoni piazzamenti e addirittura il secondo posto nella gara di casa. Ora parte di nuovo dalla pole. Ad Assen non è andata benissimo, ha finito quindicesimo. E quindi il francese ha voglia di rifarsi.

Rossi, l’obiettivo è la rimonta

Come Valentino Rossi, che scatterà dalla dodicesima posizione dopo una qualifica complicata. Colpa delle gomme, anzi, della strategia, dato che il Dottore ha provato a scendere in pista con gomme da asciutto nonostante il tracciato fosse in parte ancora bagnato. Rischio inutile, anzi, controproducente, che porta il nove volte campione del mondo a dover tentare l’ennesima rimonta. Non che sia un problema. Ad Assen 2007 era partito undicesimo, ma non per questo non è salito sul gradino più alto del podio. In Australia nel 2008 era proprio dodicesimo in griglia, ma secondo nell’ordine d’arrivo. Non è semplice, ma si può fare. Ammesso che la sua Yamaha lo coadiuvi.

Viñales, chi l’ha visto?

E a proposito di Yamaha, qualcuno ha visto Maverick Viñales? Lo spagnolo si candida prepotentemente a delusione dell’anno. Dopo un avvio di Mondiale scoppiettante, con tanto di vittorie in Qatar, Argentina e Francia (proprio davanti a Zarco), il numero 25 è andato in calando, centrando solo molti piazzamenti e un podio in Repubblica Ceca. I punti accumulati gli permettono di essere terzo in classifica dietro Marquez e Dovizioso, ma dal ragazzo di Figueres era lecito aspettarsi di più. Nel GP del Giappone partirà dalla quarta fila e spera che la gara non sia bagnata. Difficile dargli torto: questa Yamaha, feeling con l’acqua proprio non ne ha.