Redazione

di Luca Covino

A Rio 2016 è possibile vedere degli inquietanti cerchi rossi presenti sul corpo di alcuni nuotatori. Torture degli allenatori? Autolesionismo per un obiettivo mancato? Niente affatto. Si tratta del risultato della coppettazione, un’antica tecnica cinese contro il dolore. Già da Pechino 2008, la nuotatrice cinese Wan Qun aveva questi segni rossi e ora, a Rio 2016, l’ultimo grande nome del nuoto a utilizzare questo trattamento è Michael Phelps.

coppettazione olimpiadi

Wan Qun e Michael Phelps con i segni della coppettazione

La coppettazione, come funziona il trattamento dei segni rossi

Questa antica tecnica ha origine nella medicina tradizionale cinese ed è largamente praticata in Asia per alleviare i sintomi del dolore. Il trattamento fu introdotto in Cina a partire dal II secolo d.c. e arrivò fino ai giorni nostri per la sua azione disperdente di traumi e contratture. Lo strumento con cui si esegue la terapia è una coppetta di vetro del diametro di circa 5 centimetri che viene applicata su precisi punti che, secondo la medicina tradizionale cinese, sono sensibili ai diversi processi dolorifici del corpo. La zone lombare, per esempio, sarebbe sede di concentrazioni dolore che possono provocare problemi cardiaci ed emicrania. Per diversi minuti queste coppette, precedentemente riscaldate con una fiamma o in forni, tirano la pelle facendo anche uscire piccole quantità di sangue.

Mancata base scientifica ed effetti collaterali
La coppettazione non poggia su nessuna base scientifica e sembrerebbe efficace solo nel controllo del dolore, e non nel suo trattamento. Nel 2012 la rivista scientifica Plos One, pubblicò uno studio che rivelava l’efficacia della terapia nel trattamento di acne e paralisi facciali. La tecnica inoltre è anche al centro di dibattiti per via dei numerosi effetti collaterali – anche letali – come anemia, iperpigmentazione, embolia, panniculite, ascessi cutanei e, non ultime, echimosi come nel caso degli atleti olimpici. La diffusione della coppettazione in Occidente parte da una moda hollywoodiana, con attrici come Jennifer Aniston e Gwyneth Paltrow che ne hanno provato per prime i benefici. Per quanto riguarda l’ambito sportivo, l’ultima parola spetta agli atleti.