Redazione

Radja è in grado di giocare anche al 90%, aveva sostenuto Di Francesco in conferenza stampa. Beh, se questo è il 90%, resta la curiosità di cosa sia in grado di fare un Radja Nainggolan in piena forma. L’infortunio che lo ha escluso dalle amichevoli del Belgio? Dimenticato, al massimo sopportato. Perchè lo aveva fatto sapere anche lui stesso ai tifosi, non so se ce la faccio ma gioco anche con una gamba sola. E invece le gambe in campo sono sembrate quattro, sei, in alcuni frangenti addirittura otto, tanta la capacità del Ninja di essere ovunque, lottare e strappare palloni.

Nainggolan, inarrestabile nonostante l’infortunio

La Lazio la mette sul fisico, soprattutto nel primo tempo, ma paradossalmente il romanista che ne risente di meno è quello che ha rischiato di non giocare la partita. Ma del resto, se si combatte, Nainggolan difficilmente si tira indietro. L’ormai caratteristico arpione sradica ogni palla, la cresta si fa vedere su ogni rimpallo ed è quasi naturale che a un certo punto gli avversari si stanchino di vederlo correre ovunque e decidano di passare alle maniere forti. Lulic prende il giallo, Milinkovic-Savic si danna l’anima ma il Ninja, fedele al suo soprannome, continua a sfuggirgli. E quello che nelle previsioni iniziali sembrava essere il mismatch fisico in grado di far pendere la bilancia dalla parte della Lazio, lo vince la Roma per KO tecnico.

Una rete che ha il sapore della rivincita

E quando la ripresa si apre con il replay della stracittadina dell’anno scorso (mezzo disastro di Bastos e uno a zero giallorosso), Nainggolan ride sotto i baffi. È un ricorso storico che gli piace e che decide di rispettare a pieno. Palla in campo aperto e diagonale vincente. Rispetto a undici mesi fa, cambia solo l’angolo. Ecco, forse quello è il momento della partita in cui il Ninja corre di più, verso la Sud con una lingua in bella evidenza che fa molto Jordan (o Del Piero). Una piccola rivincita, dopo i derby di Coppa Italia di questa primavera, in cui non aveva brillato ed era stato la vittima preferita degli sfottò biancocelesti. Stavolta ride il Ninja. Che dei suoi compagni sostituiti esce per ultimo. Alla faccia dell’infortunio. E di quel 90% di forma.

La tenuta mentale della Roma di Di Francesco

Il belga brilla in un match che tra i suoi protagonisti ha anche Diego Perotti, solito cecchino implacabile sul calcio di rigore (arrivato per fallo sul grande ex Kolarov) e costante spina nel fianco della difesa biancoceleste. Nel finale cede un po’ alla distanza, come del resto anche tutti gli altri. L’ingenuità confezionata da Alisson e Manolas costa alla Roma un assedio che Di Francesco avrebbe certamente preferito evitare, ma che non fa altro che sottolineare per l’ennesima volta in questo inizio di stagione una tenuta mentale sopra la media da parte dei giallorossi. La Lazio spinge, sia all’inizio del primo tempo che quando cerca il pareggio a forza, ma la difesa è come sempre impeccabile. Chiusure perfette e nessuno spazio concesso al duo Immobile-Luis Alberto. La Roma ha superato l’esame degli scontri diretti ed è diventata grande? Forse sì. E se non del tutto…al 90%. Ovviamente, quello di Nainggolan.