Adriano Stabile

Patrick Hickey faceva pressioni direttamente al presidente del Cio, Thomas Bach, per avere un numero maggiore di biglietti per eventi di prestigio alle Olimpiadi di Rio. Lo sostiene il giornale irlandese “The Irish Times” che ha preso visione di alcuni messaggi contenuti nel telefono cellulare di Hickey, arrestato il 17 agosto a Rio de Janeiro durante i Giochi con l’accusa di aver organizzato un giro di bagarinaggio da 2,8 milioni di dollari. Pat Hickey, membro dell’esecutivo del Cio e presidente del comitato olimpico irlandese, è stato scarcerato il 29 agosto, ma è tuttora in Brasile perché il suo passaporto è sotto sequestro delle autorità locali.

Il 71enne irlandese, messo sotto accusa insieme con altri cinque dirigenti sportivi e con la società di servizi e vendita biglietti Thg Sports, avrebbe contattato Thomas Bach nel luglio 2015 lamentandosi dello scadente stanziamento di biglietti per il comitato olimpico irlandese in vista di Rio 2016, a confronto di quanto fatto ai Giochi di Londra 2012. Così Hickey ha stilato una vera e propria lista di biglietti desiderati per gli appuntamenti più prestigiosi delle Olimpiadi brasiliane: 200 tagliandi da aggiungere ai 42 già ottenuti per la finale dei 100 metri, 188 da aggiungere ai 38 previsti per la cerimonia di apertura e 128 oltre i 28 biglietti già disponibili per la cerimonia di chiusura.

SCANDALO BIGLIETTI, HICKEY CONTATTÒ BACH

La lista di richieste, contenuta nel telefono sequestrato a Hickey dalla polizia brasiliana, prosegue: 500 biglietti per la finale di calcio a fronte di nessuno inizialmente previsto dal momento che l’Irlanda non si era qualificata per Rio, 30 biglietti per la finale del torneo di basket, anche in questo caso senza erogazioni previste perché la nazionale di pallacanestro irlandese non si era qualificata.

Non è ancora chiaro se Thomas Bach abbia assecondato o meno le richieste di Hickey. L’ufficio stampa del Cio, sollecitato dall’Irish Times, si è limitato a spiegare che il presidente Bach non è coinvolto in alcuna maniera nella distribuzione di biglietti ai 206 comitati olimpici del mondo né a società terze. Nel caso specifico, spiegano dal Cio, il Comitato Olimpico Irlandese ha trattato i biglietti con la propria società di servizi (la Thg Sports) e il comitato organizzatore a Rio de Janeiro. Contattato dall’Irish Times però un membro della biglietteria del comitato organizzatore ha fatto sapere che l’ultima parola spettava sempre al Cio, presieduto da Bach. Da un’email del 3 agosto di Hickey a Marcus Evans, titolare della Thg Sports, si evince come lo stesso Hickey metta totalmente a disposizione di Evans i biglietti per la cerimonia di apertura e di chiusura in dotazione al comitato olimpico irlandese: «Non ne ho bisogno, puoi usarli tutti» scrive Hickey a Evans. La Thg Sports però non aveva l’autorizzazione a vendere biglietti fuori dall’Irlanda né tantomeno in Brasile. Lo scenario si delinea meglio con il passare dei giorni: Thomas Bach continuerà a dormire tranquillo?