Redazione

di Luca Covino

L’atletica sta alle scarpe da ginnastica come la Formula 1 sta alle nostre automobili. Il paragone non è azzardato se si pensa che la maggior parte di noi indossa quotidianamente scarpe derivate da calzature sportive. La maggior parte dei modelli nati per la competizioni sono passati dal track and field ai marciapiedi delle nostre città. Gomma, camere d’aria, materiali e ammortizzazioni di ogni sorta: in un secolo di calzature sportive l’innovazione tecnologica si è spinta in ogni campo di ricerca. Ripercorriamo le tappe fondamentali della storia che portiamo ai piedi.

Dall’atletica alla moda, i migliori modelli di scarpe

Anni ’20, la gomma entra nello sport:

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Un paio di scarpe sportive prodotte da The Ritchings Company  (Ph. calcadodesportivo.com)

L’azienda The Ritchings Company fu la prima a realizzare scarpe su misura per competizioni sportivi. Contraddistinte da misure personalizzabili in base alle dimensione del piede, questo paio di scarpe in pelle era innovativo per l’epoca grazie alla suola in gomma che aumentava l’ammortizzazione degli atleti. Clarence de Mar, sette volte vincitore della maratona di Boston, utilizzava questo paio di scarpe durante le gare.

Anni ’40, le scarpe chiodate:

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La nonna delle attuali scarpe di atletica: le chiodate. Qui in versione Adidas (Ph. 3.bp)

La maggior parte degli atleti che gareggiavano in pista avevano bisogno di maggiore aderenza. Così negli anni quaranta un’azienda britannica di Wimbledon realizzò scarpe su misura con chiodi che garantivano un’aderenza ottimizzata.

1951, la prima scarpa da corsa giapponese:

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Le Topo Two Fingers, le scarpe utilizzate da Shigeki Tanaka, vincitore della maratona di Boston nel 1951. (Ph runblogger.com)

Era il 1951 quando il giapponese Shigeki Tanaka si presentò alla maratona di Boston con un paio di scarpe che richiamavano le geta, i sandali tradizionali giapponesi. Questo tipo di calzatura è interamente in tela e privo di elementi ammortizzanti: nonostante l’aspetto rustico Tanaka vinse la maratona con queste scarpe, che hanno ispirato le moderne calzature che riprendono le forme del piede umano.

1960, le prime scarpe da ginnastica di massa:

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Le New Balance Trackster sono state le prime scarpe di derivazione sportiva diffuse a livello mondiale (Ph. chaussureonline.com)

Negli anni sessanta gli Stati Uniti guidano il mercato grazie al debutto delle Trackster prodotte dalla New Balance, prima scarpa da atletica di massa. L’azienda fufondata nel 1906 a Boston dall’immigrato inglese William J. Riley. Nei primi anni la New Balance si occupava di costruire plantari per calzature, ma ben presto il mercato e la vocazione sportiva presero forma in questo modello che presentava tutte le caratteristiche di una buona scarpa da atletica  – e a un prezzo ragionevole di 15 dollari.

1972, il prototipo di scarpa da ginnastica moderna:

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Le Nike Cortez, ancora oggi indossate in ambito casual a distanza di 40 anni.(Ph. runnersworld.it)

La prima scarpa da atletica prodotta dalla Nike in assoluto. La Cortez nasce dall’intuizione sul campo di Bill Bowerman, allenatore di atletica alla Oregon University e co-fondatore del marchio dello swoosh, che creò questo modello per andare incontro alle esigenze quotidiana dei suoi atleti che chiedevano maggiore ammortizzazione.Il successo nell’ambiente dell’atletica fu così significativo che atleti del calibro di Steve Prefontaine le indossarono per le loro imprese. La forma e l’utilizzo della colla nell’unire le componenti in cuoio e gomma ne fecero una delle scarpe più apprezzate anche fuori dalla pista di atletica: basti pensare che la Cortez era talmente presente nell’immaginario sportivo che, nel film Forrest Gump, il protagonista ne riceve un paio in regalo. Da questo modello nacquero anche le Nike Waffle, prima scarpa da competizione in tela artificiale, e dal 1976 il primo esemplare di scarpa studiato per il piede femminile.

1977, il ritorno della Gran Bretagna:

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Le Brooks Vantage, introdotte nel 1977, erano il primo caso di scarpe intersuola in etilene vinil acetato (Ph. runnersworld.com)

Concettualmente la sorella maggiore delle attuali scarpe da fondo. Le Brooks Vantage esordirono sul mercato nel 1977 e consolidarono il ruolo dell’azienda americana nel mondo del running. L’innovazione di questo modello fu rivoluzionaria per l’epoca: l’intersuola era in etilene vinil acetato, o Eva, un materiale plastico migliore rispetto alla gomma. Ma non solo. Le Vantage si imposero come scarpa standard per via della loro suola studiata per supportare la pronazione, ovvera la tendenza del piede a ruotare verso l’interno durante i passi. Il successo fu immediato, molte aziende seguirono le orme della Brooks, e Prefontaine le preferì alle Cortez.

1977, l’avvento della tigre:

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Le Onitsuka Tiger, ovvero la Asics in America, conquistò il successo con questo modello. (Ph. runningpast.com)

Nel mondo delle calzature giapponesi il 1977 non è una data qualsiasi. Quell’anno la Onitsuka Tiger, azienda leader nel mercato giapponese delle calzature da basket fondata a Kobe nel 1949 da Kihachiro Onitsuka, si fuse con la GTO e la Jelenk formando la Asics Co. La neonata azienda, che prende il nome dal motto latino “Anima Sana In Corpore Sano”, iniziò la vendita di calzatura negli States col marchio Tiger e sbancò il mercato statunitense con un paio di scarpe accattivanti ed estremamente leggere. La forma delle Tiger era già nota nel mondo dell’atletica grazie alla loro prima comparsa avvenuta a partire dal 1966, ma il successo del nuovo corso fu impressionante tanto che Jim Fixx’s mise le Red Tiger sulla copertina del suo famoso libro “The Complete Book of Running”, consacrandone il successo.

1979, aria aria aria:

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Le Tailwind, le prime scarpe “con l’aria”, qui in versione rivisitata. (Ph. theawesomer.com)

Al giorno d’oggi è quasi impossibile trovare una scarpa firmata Nike – e non solo – che non riporti la scritta “Air”. Ecco, la Tailwind è il primordio della tecnologia studiata dalla casa dello swoosh. L’introduzione della pressurizzazione di aria all’interno del processo di costruzione della suola permetteva ammortizzazione, durabilità e leggerezza  maggiore rispetto alle comuni strutture in gomma o plastica. La nuova intersuola “arieggiata” era – ed è tuttora – collocata su tallone e avampiede.

1982, non c’è lo sconto?:

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Le New Balance 990, il primo modello nella storia a superare i 100 dollari di prezzo. (Ph. angelsblog.com)

Come letto, la New Balance aveva introdotto la scarpa accessibile a tutti: nel 1982 invertì la tendenza e creò il primo paio di scarpe nella storia a superare i 100 dollari di prezzo. La cifra era enorme per l’epoca, ma il successo di questa scarpa fu notevole per via della durabilità dei materiali e della qualità di manifattura. L’interesse per questo tipo di scarpa è ancora vivo tra gli appassionati di running e scarpe in generale.

1986, ok computer:

Le Adidas Micropacer, il primo esemplare di scarpe al mondo con un computer all'interno (Ph. susi.it)

Le Adidas Micropacer, il primo esemplare di scarpe al mondo con un computer all’interno (Ph. susi.it)

No non sono le scarpe dei Radiohead. Ma se credevate che Apple e Nike avessero creato per primi le basi per computerizzazione della corsa con Nike+, vi sbagliavate. Fu Adidas a presentare nel 1986 le Micropacers: le prime scarpe con un pedometro elettronico nella linguetta. Queste scarpe dall’aspetto futuristico sono vendute ancora oggi e hanno un successo incredibile nella colorazione argento.

1980, il gel:

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Le Asics Kayano, la scarpa preferita dalla maggior parte dei corridori, è ancora prodotta e ha superato le venti riedizioni. (Ph. runningwarehouse.com)

Era il 1994 quando il mondo del running – e della moda – fu rovesciato nuovamente da Asics con il lancio delle Gel Kayano, una scarpa che entrò nel cuore dei runners di tutto il globo. Ma l’introduzione del Gel nelle scarpe Asics risaliva agli anni ottanta, quando tale tecnologia avrebbe posto l’azienda giapponese al vertice della produzione di scarpe per corsa e atletica. Il brevetto depositato dall’azienda di Kobe prevedeva un’intersuola costituita da una schiuma di gel che offriva una migliore ammortizzazione degli urti su tallone e avampiede.

1991, Pump it up:

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Reebok The Pump, le scarpe regolabili. (Ph. pinterest.com)

Negli anni ottanta la Reebok, azienda britannica originariamente fondata nel 1895 col nome di Mercury, ottenne un notevole successo grazie alle Pump, il primo paio di scarpe regolabili a proprio piacimento. La caratteristica di tipo di calzature, più volte ridisegnate nel tempo, consisteva in un sistema di pompaggio manuale che permetteva di gonfiare e sgonfiare le aree di tallone e avampiede a proprio piacimento, così da garantire più ammortizzazione e una fasciatura del piede maggiore.

2004, nuove prospettive:

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Le Nike Free vengono introdotte nel 2004 e rilanciano lo sviluppo delle scarpe da corsa. (Ph. runblogger.com)

Nel 2004 la Nike introduce una scarpa studiata per seguire l’andamento del piede, e non il contrario. La Nike Free è composta da un mix di schiuma e plastica nelle aree di maggior carico come il tallone ed è priva di cuciture. La scarpa è stata realizzata attraverso geometrie che permettono alla suola di flettersi o espandersi a seconda delle circostanze cui è sottoposto il piede, grazie alla capacità deformativa del materiale che la compone.