Francesco Cavallini

Ventinove dicembre, una data che purtroppo è entrata nella storia della Formula 1, nonostante in quel periodo il Circus sia fermo. Quattro anni fa Michael Schumacher rimaneva gravemente ferito in un incidente con gli sci e da quel momento il campione amatissimo ha lasciato il posto ad un uomo che ancora oggi lotta per la sopravvivenza e che non può muoversi da un letto. Un finale tristissimo per una carriera leggendaria, che nonostante tutto va ricordata. Ecco quindi i cinque momenti più importanti della storia del Kaiser in Formula 1…

5. Gran Premio del Belgio 1991 – Piacere, Michael Schumacher

Conoscete Bertrand Gachot? Beh, il mondo della Formula 1 gli deve molto. Il pilota belga, facendosi arrestare a Londra, lancia involontariamente la carriera di un giovane ragazzotto tedesco, che esordisce alla guida di una Jordan sulla pista più difficile del Circus. Bastano le prove a convincere tutti: sette decimi più veloce del compagno di squadra Andrea de Cesaris. E pazienza se il cambio gli si brucia in partenza, è nata una stella. E Michael Schumacher nella stagione successiva sarà alla guida della Benetton.

4. Gran Premio d’Australia 1994 – Un titolo mondiale vinto a sportellate

Benetton che cresce in maniera esponenziale e porta il giovane Schumacher a competere per il titolo contro le Williams. Sul leggendario circuito di Adelaide, nell’ultima gara del Mondiale, vince Nigel Mansell, ma la corona iridata arriva per la prima volta in Germania. Merito di una manovra abbastanza azzardata del tedesco, che sbaglia una curva e a quella successiva chiude la traiettoria a Damon Hill, che lo sta per superare. Entrambi fuori, zero punti e tutti a giudizio. La commissione di gara ritiene l’incidente un normale scontro e a 25 anni Michael Schumacher si porta a casa il primo di sette titoli.

3. Gran Premio di Spagna 1996 – La prima vittoria in Ferrari

Una legge non scritta della Formula 1 è che tutti i grandi piloti, prima o poi, fanno un giro sulla Ferrari. E Schumi non si sottrae di certo alla tradizione, prendendo nel 1996 il volante di una Rossa in crisi di risultati. Il primo anno non è esattamente entusiasmante, ma il tedesco e la sua squadra gettano le basi per gli assalti al titolo degli anni successivi. Il primo segnare che qualcosa è cambiato arriva in Spagna, dove sotto una pioggia torrenziale il Kaiser sbaglia in partenza, ma poi recupera 5 secondi al giro a tutti e va a vincere con un minuto di vantaggio su Alesi secondo.

2. Gran Premio d’Ungheria 1998 – Una gara leggendaria

Il Mondiale 1998 termina per Schumacher con una cocente delusione, in una replica dell’incidente di Adelaide di quattro anni prima, stavolta contro Hakkinen. Per arrivare in corsa all’ultimo Gran Premio, però, il tedesco compie più di qualche miracolo, come quello all’Hungaroring. Partito terzo dietro alle McLaren e imbottigliato nello stretto circuito magiaro, Schumi decide di rischiare e di adottare una strategia a tre pit stop per evitare il traffico in pista. L’idea funziona e permette al Kaiser di inanellare una serie di giri veloci che, alla fine del valzer delle soste, lo catapultano sul gradino più alto del podio.

1. Gran Premio del Giappone 2000 – L’apoteosi

Suzuka 2000 resta il momento più alto e probabilmente più felice della lunga e vincente carriera di Michael Schumacher. Il coronamento di un sogno lungo quattro anni per il tedesco, la fine di un incubo durato due decenni per i tifosi della Rossa di Maranello. Ad Hakkinen non basta una partenza lampo, perchè grazie ad un ottimo lavoro di squadra (basta citare un pit stop con tanto di rifornimento durato solo sei secondi) alle 16:03 dell’8 ottobre 2000 il Kaiser e la Ferrari si laureano di nuovo campioni del mondo. Il classico saltino sul podio in Giappone è l’immagine più bella di Schumi, quella che, ferraristi o no, rimane nel cuore. Nonostante tutto.