Redazione

A Sepang, su una pista lunga e bagnata, è finita come ci si aspettava. Che la Ducati in condizioni di pioggia o di tracciato umido sia la miglior moto del lotto, già si sapeva. Come si sapeva benissimo che se qualcuno aveva necessità di rischiare per tenere viva la lotta iridata, quello era Andrea Dovizioso. Che fa esattamente quel che deve fare, tagliare per primo il traguardo del Gran Premio di Malesia, sperando che Marquez non gli resti troppo attaccato. E va così, perchè lo spagnolo a rischiare non ci pensa nemmeno.

Dovizioso attacca fino all’ultima gara

Alla fine è doppietta Ducati, con Jorge Lorenzo che fa la sua classica gara di questa stagione: parte forte, fortissimo, e si porta in testa. Stavolta però non va come al solito, la sua moto e le gomme reggono e fanno un favore enorme a Dovizioso. Che prima lotta con il sempre più lanciato Zarco e poi, a pochi giri dalla fine, supera anche il compagno di scuderia. Gioco di squadra, difficile immaginare il contrario in una situazione del genere. E comunque sul tracciato di Sepang il dominio delle moto con la livrea rossa è così evidente che solo Desmodovi avrebbe avuto la reale possibilità di infastidire Lorenzo. Non c’è necessità però di lottare, perchè c’è un titolo mondiale a cui aggrapparsi con forza, fino all’ultima gara, come uno squalo che fiuta la preda.

Marquez gestisce e non corre rischi

La preda che, dal canto suo, decide di regalarsi una gara tranquilla, senza sussulti. Sensato da parte di Marquez, che per una domenica diventa ragioniere. Gestisce, non attacca, perchè i conti sono semplici da fare. Anche restando fuori dal podio, i punti di vantaggio su Dovizioso sono tanti, ventuno. Quanto basta per una corsa ragionata anche a Valencia, dove allo spagnolo basterà arrivare anche a metà gruppo per stappare lo champagne per la quarta volta. Dovrà solo fare attenzione a non cadere e alle sportellate di chi non ha nulla da perdere. A proposito, il timore di una vendetta di Valentino Rossi per i fattacci del 2015, almeno a Sepang, non si è mai palesato, con il Dottore sempre attardato nelle retrovie a lottare con la sua Yamaha che non ne vuole sapere di andar forte.

Morbidelli campione del mondo delle Moto2

E per un italiano che vince il Gran Premio, ce n’è un altro che si porta matematicamente a casa il Mondiale. Franco Morbidelli è campione della categoria Moto2, il primo tricolore a sventolare dopo Valentino nel 2009 in MotoGP. Una stagione trionfale per il pilota romano, che finalmente riporta il motociclismo italiano sul gradino più alto del podio. La speranza è che la sua vittoria sia un presagio, ma anche uno stimolo per Dovizioso, che punta a Valencia con la consapevolezza di aver già regalato a tutti un sogno, ma con la voglia di provarci fino all’ultimo. In fondo, tentar non nuoce. E le traiettorie buone, come si dice, sono infinite.