Redazione

Le atlete possono gareggiare contro i loro colleghi uomini? Ha un valore sportivo fare gareggiare tra di loro i due sessi, che per peculiarità fisiche sono avvantaggiati sulla controparte nell’una o nell’altra disciplina? Si tratta di un argomento spinoso, che viene spesso tirato fuori anche quando lo sport deve adattarsi ai cambiamenti imposti da ciò che con lo sport c’entra poco, come ad esempio la questione transgender o quella dell‘identità di genere. Gli antichi Greci risolvevano la questione a modo loro, vietando la pratica sportiva alle donne, ma lo sport moderno equipara, seppur in competizioni non miste, le discipline maschili e quelle femminile. E quindi diventa ovvio, in presenza di talenti clamorosi, chiedersi se e quanto, in discipline che sembrano essere ad appannaggio dell’altro sesso, l’uomo potrebbe competere con la donna e viceversa.

Lindsey Vonn punta alla Coppa del Mondo maschile

Se lo chiede Lindsey Vonn, la sciatrice americana che pare intenzionata a prendere parte alla Coppa del Mondo maschile di sci. La Vonn, la sciatrice con il maggior numero di vittorie in Coppa del Mondo femminile, ha richiesto di essere iscritta alla discesa maschile di Lake Placid. La proposta ha ricevuto sostegno in seno al direttivo internazionale, ma la Federazione internazionale ha subito messo una pezza alla questione, rimandando la decisione a maggio 2018, quando la Coppa sarà bella che finita. Un’eventuale sì permetterebbe però alla Vonn, trentatre anni da compiere, di gareggiare alle gare di fine anno. Il che rappresenterebbe un precedente importante, aprendo così le porte all’idea di una competizione mista, con tutte le problematiche regolamentari che ciò potrebbe prevedere.

La Battaglia dei Sessi, uomini contro donne su un campo da tennis

Problemi non ne ha avuti invece il tennis, dato che per ben tre volte uomini e donne si sono sfidati, in match molto pubblicizzati, per stabilire una volta per tutte la supremazia dell’uno o dell’altro sesso. La Battaglia dei Sessi, come venivano definiti gli incontri, è iniziata nel 1973 Bobby Riggs, il grande rivale di Fred Perry, dichiarò che avrebbe potuto tranquillamente battere qualsiasi giocatrice donna nonostante avesse superato i cinquant’anni. Alla sfida rispose prima Margaret Court, che venne sconfitta, poi Billie Jean King, che invece di incaponirsi sul tennis fisico degli uomini sfruttò a suo favore la leggerezza della versione femminile e costrinse Riggs ad arrendersi a suon di smorzate. La terza e ultima Battaglia dei Sessi è andata in scena nel 1992, con Jimmy Connors capace di sconfiggere Martina Navratilova nonostante modifiche al regolamento favorevoli alla ceca.

Danica Patrick, la donna regina di Indy

L’automobilismo è uno degli sport in cui la distinzione non esiste, anche perchè a fare la differenza, almeno in teoria, dovrebbero essere la vettura e lo stile di guida, due cose che con il sesso di chi ha in mano il volante hanno ben poco a che vedere. E la dimostrazione si chiama Danica Patrick, unica donna capace di vincere (a Motegi nel 2008) una gara del campionato IndyCar. A questo la Patrick può aggiungere un terzo posto alla 500 miglia di Indianapolis e l’ottima esperienza nel campionato NASCAR, con la pole nella 500 miglia di Daytona 2013 e l’ottavo posto finale. Si era anche vociferato di un suo passaggio in Formula 1, ma la stessa interessata ha smentito le voci. Non certo però per mancanza di competitività. Alla Patrick il Circus non interessa, preferisce le competizioni statunitensi. Altrimenti, donna o non donna, avrebbe trovato posto.