Redazione

Il campionato mondiale di Moto GP ha da poco superato la metà degli appuntamenti previsti e molti dei verdetti, evento più unico che raro, sono ancora da emettere. La classifica è molto corta, come difficilmente lo è stata negli anni precedenti, e molti piloti sono ancora in lizza per dire la loro. In rigoroso ordine di classifica, per il titolo ci sono Marquez, Vinales, Dovizioso, Rossi, Pedrosa e addirittura Zarco, mentre è tagliato fuori Lorenzo, che in Austria ha mostrato comunque segnali di orgoglio, conquistando il quarto posto finale.

rossi

I festeggiamenti di Dovizioso e del team Ducati dopo la vittoria al Mugello

La crisi di Rossi: colpa della moto o del pilota?

Tutti possono dire la loro, ma c’è chi lo fa a corrente alternata, come Valentino Rossi. Il nove volte campione del mondo vive un momento di appannamento e non sale sul podio dalla gara vinta ad Assen. Da quel momento in poi sono arrivati un quinto, un quarto ed un settimo posto sulla pista di Spielberg. A -33 da Marquez, Rossi vede il mondiale un po’ più lontano rispetto alle ultime uscite. Dopo la gara in Olanda lo si poteva dare addirittura come favorito al titolo, ma dalla Germania in poi qualcosa si è spento. Forse proprio la sua moto, non più performante come all’inizio della stagione. Una crisi che sta vedendo coinvolto anche Vinales, alla sua prima esperienza in un grande team in Moto GP.

Rossi di esperienza ne ha anche troppa, ma sembra cadere sempre nei soliti errori. Una settimana fa, in quel di Brno, ha aspettato troppo per cambiare la moto, gettando al vento l’occasione di ottenere un facile podio. Si è dimostrato, ancora una volta, debole nelle cosiddette gare Flag to Flag, quelle che, appunto, contemplano il cambio della moto per la variazione delle condizioni meteo e della pista. Episodio analogo era accaduto un paio d’anni fa a Misano quando, ritardando la sosta ai box, perse una gara che ormai aveva in tasca e con essa una grossa fetta di mondiale.

rossi

Rossi e Marquez, acerrimi rivali

L’ultimo episodio di “debolezza”, se così la si può definire, Rossi lo ha vissuto in Austria dove, partito dalla settima posizione della griglia, aveva rimontato fino al quarto posto. Poi ha commesso un errore alla prima curva e non è più risalito in graduatoria. Conclusione? Il numero 46 è giunto al traguardo al settimo posto, dietro a Vinales e bastonato anche dalla Yamaha clienti di Zarco e dagli acerrimi rivali Lorenzo e Marquez.

È un periodo delicatissimo per il Dottore, il più delicato della sua stagione, in cui ha raccolto una vittoria, due secondi posti ed un terzo gradino del podio, oltre ad un ritiro e ad altri piazzamenti. La riscossa è attesa in Inghilterra, dove tra due settimane si correrà il Gran Premio di Silverstone. Vedremo se la Yamaha si adatterà alle sinuose curve della pista inglese. Per Rossi è l’ultima chiamata. Anche perché dopo la bandiera a scacchi in Gran Bretagna mancheranno soltanto sei corse alla fine del mondiale. E il distacco dal leader aumenta sempre di più.