Francesco Cavallini

Per il Mondiale è lotta a due, ma occhio a quei quattro. Le libere di Suzuka parlano di una Ferrari competitiva e di un rischio pioggia, ma certificano, qualora ce ne fosse bisogno dopo la Malesia, il prepotente ritorno delle Red Bull, che rispetto a inizio campionato sembrano andare al doppio della velocità. E quindi i Gran Premi, che prima sembravano un discorso chiuso all’accoppiata Ferrari-Mercedes, presentano un livello di imprevedibilità assai maggiore, come dimostrano le ultime due gare.

Le Red Bull caricano a testa bassa

Al di là delle polemiche, il fattore Verstappen ha colpito a Singapore le Rosse, ma a Sepang ha infastidito le Mercedes, togliendo a Hamilton punti importanti nella corsa al titolo. In Giappone si affaccia invece Ricciardo, che punta a migliorare il suo pessimo score sul tracciato del Sol Levante. Avendo ben poco da perdere, i due piloti della scuderia austriaca sanno benissimo che i problemi sono di chi gli sta intorno e non si fanno remore ad aggredire avversari che spesso devono preoccuparsi di più di rimanere in pista piuttosto che di guadagnare una posizione. La Malesia in questo è stata particolarmente indicativa, con Ginetto che ha tranquillamente lasciato passare il solito lanciatissimo Verstappen e Vettel che volendo avrebbe potuto attaccare Ricciardo per il podio, ma ha preferito non tentare la sorte. Per Ferrari e Mercedes l’imperativo categorico delle prove è quindi raddoppiato: tenersi dietro gli altri e il più lontano possibile le Red Bull.

Bottas in calo, a Suzuka la prova del nove

Le Mercedes soffrono, Bottas ancora di più. A inizio stagione il finalndese sembrava poter addirittura infastidire Hamilton e Vettel nella lotta al titolo, ma poi il pilota di Nastola è andato calando, al punto che anche Toto Wolff si è detto preoccupato delle sue prestazioni. Di recente la sua Mercedes è arrivata sul podio solo a Monza e dietro quella del compagno di squadra in un weekend di gara abbastanza semplice per le Frecce d’Argento. In squadra sperano che anche lui possa essere un fattore determinante, magari già a Suzuka, infilandosi davanti alle Rosse in qualifica o studiando strategie diverse per infastidire Vettel in gara, ma l’impressione è che Bottas si sia un po’ involuto e che Hamilton potrà contare su di lui fino ad un certo punto. Per la gioia dei tifosi Ferrari, a cui nel corso degli anni sono bastati i vari David Coulthard e Timo Glock.

Raikkonen e il fattore amicizia

Inutile girarci intorno, Vettel ha fatto breccia nell’algido cuore di Kimi. L’uomo di ghiaccio si è sciolto ed ha ammesso che c’è un’amicizia, non un rapporto di lavoro a legarlo al tedesco. Situazione abbastanza anomala per chi sul distacco dal mondo circostante ci ha costruito la fama e forse anche la carriera. Si tratta di un fattore da non sottovalutare, perchè se è vero che in pista non ci sono amici, di certo Raikkonen farà tutto ciò che è in suo potere per aiutare Seb a vincere gare e mondiale, anche a costo di non terminare qualche gran premio. E sarebbe il giusto coronamento della “love story” motoristica più improbabile degli ultimi anni.