Redazione

Primo grande shock nel tabellone maschile degli Australian Open. Saluta il numero 4 del seed, Alexander Zverev, che in cinque assurdi set viene eliminato dal sudcoreano Hyeon Chung. Assurdi perchè il tedesco ha dato più volte l’impressione di poter portare a casa tranquillamente il match, salvo poi crollare improvvisamente dal punto di vista più mentale che fisico. E quindi continua la maledizione degli Slam per il ventenne, forse il volto più riconoscibile e considerato della cosiddetta Next Generation, che non ha mai superato il quarto turno in uno dei quattro tornei più importanti. E pensare che parliamo di un tennista capace di regolare nel 2017 anche sua maestà Roger Federer.

La Next Generation non carbura

Ma il problema non è solamente di Zverev, che pure rappresenta la più visibile punta dell’iceberg. Questa Next Generation non carbura, almeno non abbastanza da scalzare l’Ancien Regime del tennis. La scorsa stagione doveva essere quella del ricambio generazionale e invece ha visto tornare a vincere Nadal e Federer, che nel 2016 erano rimasti a digiuno. Non che ci fossero state sorprese anche lì, con Djokovic e Murray a farla da padroni e il solito Wawrinka a fare capolino. E guardando bene gli albi d’oro, che probabilmente fanno molto più fede della classifica ATP, è abbastanza evidente che, a differenza del passato, la difficoltà di emergere da parte delle nuove leve è immensa.

I grandi vecchi continuano a vincere

Certo, trovarsi davanti (seppure a fasi alterne) i quattro moschettieri che hanno segnato l’ultimo decennio di tennis non è augurabile a nessuno, ma che fine hanno fatto i diciannovenni che sconvolgono il mondo e si aggiudicano il Roland Garros? Oggi di anni ne hanno trentadue e, ops, continuano a vincere, in Francia e altrove. Il nuovo che avanza non avanza poi così tanto, basta pensare a Kyrgios che è una promessa da talmente tanto tempo che sta per diventare anche lui un grande vecchio senza mai essersi neanche avvicinato ad uno Slam. Il problema però coinvolge anche la generazione di mezzo, quella che più è stata penalizzata dallo strapotere di Federer, Nadal, Djokovic e Murray. Dimitrov, numero 3 del mondo, ha ventisette anni ed il suo risultato più importante è stato con ampia probabilità il fidanzamento con la Sharapova.

La speranza Chung se la vedrà con Djokovic

La speranza di un ricambio, e non ce ne vogliano i big ormai ultratrentenni, continua a vivere, paradossalmente proprio grazie a Chung, il giustiziere di Zverev, che delle Finals Next Generation è stato il primo vincitore a Milano. Anche il tedesco a fine match ha avuto parole al miele per il coreano, vaticinando per lui un futuro in cima al mondo. C’è da vedere cosa ne pensa la vecchia guardia, perchè il percorso di Nadal, saldamente numero uno al mondo, e di Federer è finora netto e anche Djokovic, dopo un 2017 da dimenticare, pare aver riacceso il motore. Starà proprio a lui ora misurare le ambizioni di Chung, in un quarto turno che potrebbe segnare la nascita di un nuovo talento o mettere la parola fine alle ambizioni dei giovani, almeno per questo Australian Open. Vedremo se la Next Generation è arrivata o se resta, suo malgrado, ancora più next del previsto.