Redazione

Di Camila Giorgi si parla da talmente tanto tempo che è difficile credere che la ragazza di Macerata abbia solo 26 anni. Sarà che non è facile arrivare agli ottavi a Wimbledon e agli US Open passando per le qualificazioni e quindi se l’unica al mondo a riuscirci è una giovane italiana, è abbastanza normale che la cosa faccia notizia. Di conseguenza, dal lontano 2012, la Giorgi è la splendida promessa del tennis italiano. La campionessa del futuro. Peccato che, a conti fatti, il futuro non sia mai arrivato. I numeri parlano chiaro: una sola vittoria nel circuito WTA, datata ormai 2015, quattro finali perse e poco altro. Esclusa una rottura con la FIT che ha fatto parecchio rumore, con tanto di convocazione senza risposta per la Fed Cup.

Camila Giorgi, in Australia per fare la storia

Ora però, ed il mondo del tennis tricolore farà bene a dedicarsi a qualsiasi tipo di scongiuri, il futuro sembra finalmente arrivato ed il 2018 potrebbe (condizionale d’obbligo) essere davvero l’anno di Camila Giorgi. Se il buon giorno si vede dal mattino c’è di che ben sperare, dato che nel primo torneo della stagione, a Sydney, la bionda marchigiana sta mostrando miglioramenti evidenti, che l’hanno proiettata fino alla semifinale contro la tedesca Kerber. Tra le “vittime” della Giorgi, due pezzi da novanta, prima la ceca Kvitova e poi la polacca Radwańska, demolita ai quarti di finale con un netto 6-1, 6-2. Camila appare cambiata. Non certo all’esterno, dato che continua ad essere una delle giocatrice più apprezzate del circuito con quasi centomila follower su Instagram. Ma ad essere sbocciato, alla soglia della maturità, è il suo tennis.

camila giorgi

Camila Giorgi su Instagram

Tra Nick Bollettieri e papà Sergio

Un modo di giocare più ragionato, meno prevedibile e molto, molto più efficace. Il talento c’è sempre stato, perchè Nick Bollettieri (il celebre allenatore di Agassi, Courier, della Hingis e delle sorelle Williams) non sceglie mai a caso i suoi allievi. Certo, all’epoca papà Sergio (argentino di chiarissime origini tricolori) non ha voluto che la piccola Camila affrontasse un’esperienza carica di pressioni, che ad alcuni dei talenti allenati da Bollettieri ha, a conti fatti, forse fatto più male che bene. E quindi ad allenare sua figlia ci si è messo lui, con tutti i lati positivi e quelli negativi della questione. È stato lui la causa delle frizioni tra Camila e la Federazione, che nel corso degli anni hanno portato la ventiseienne a scelte poco ragionate, che hanno rischiato di rovinarle la carriera. Un’invadenza che ora pare più limitata, forse il segreto della ritrovata tranquillità della tennista di Macerata.

camila giorgi

Le altre grandi del tennis tricolore

Che ora, tra un sorriso ed un match point, si ritrova come d’incanto nel momento migliore della sua carriera e con la possibilità di sfruttare un vuoto di potere nel tennis femminile che permette di sognare in grande. Numeri alla mano, già superata la leggendaria Lea Pericoli, l’attacco è alla Pennetta e alla Schiavone, che negli ultimi anni hanno fatto grande il tennis italiano negli Slam e in Fed Cup, assieme alla Vinci. La strada è segnata e, indipendentemente da come finirà a Sydney, porta verso gli Australian Open. E magari l’eterna promessa raggiungerà il futuro che la attende da sempre, dimostrando finalmente che Camila Giorgi non è solo un bel visino che si presenta in tutti i campi del mondo. Oltre alle foto, c’è di più.