Adriano Stabile

Un film sulla storia del pugile che ha ispirato un altro film. C’è il rischio di incartarsi a spiegare la genesi di “The Bleeder”, interessante pellicola sul pugilato che verrà proiettata venerdì sera, in anteprima e fuori concorso, alla Mostra del cinema di Venezia. Il lungometraggio racconta la vita di Chuck Wepner, buon peso massimo del New Jersey tra il 1964 e il 1978, capace di resistere per 15 round alla furia di Muhammad Alì con tale coraggio da ispirare Sylvester Stallone per il suo primo film, Rocky, premio Oscar nel 1977.

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Liev Schreiber e Naomi Watts in “The Bleeder” (foto DailyMail – Gc Images)

Il gigantesco Wepner, che oggi ha 77 anni, sul ring era conosciuto come “the Bayonne bleeder”, il sanguinolento di Bayonne (la città dove è nato), per la sua capacità di non mollare mai nonostante i colpi incassati e le ferite. “Bleeder” però vuol dire anche “canaglia” perché Wepner era astuto e combattivo. Nel film, la cui regia è affidata al canadese Philippe Falardeau, Wepner è interpretato da Liev Schreiber, talentuoso e versatile attore statunitense noto per “X-Men le origini” , “Il caso Spotlight”, “Salt” e “The Manchurian Candidate”. Accanto a Schreiber, che ha già lavorato in due film sul pugilato (“Creed”, come voce narrante americana, e “Hurricane”, interpretando lo scrittore Sam Chaiton), c’è la moglie Naomi Watts, che interpreta Linda, la terza moglie del pugile.

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Ali e Wepner nella conferenza stampa prima del match del ’75 (Ron Kuntz collection)

“The bleeder”, quando il vero Rocky atterrò Ali

Wepner passò alla storia pur avendo perso contro Muhammad Ali, il 24 marzo 1975, al Richfield Coliseum nell’Ohio, con in palio il titolo mondiale dei pesi massimi Wbc e Wba. Dato per sconfitto da tutti i pronostici, il bianco di Bayonne resistette per 15 riprese, ferito a entrambe le sopracciglia e al naso, contro il grande campione nero convertito all’Islam. Cedette soltanto a 19 secondi dal gong conclusivo: finito a terra dopo l’ennesimo colpo, l’arbitro contò fino a sette prima di decretare la vittoria di Ali per ko tecnico. Nel frattempo però, al nono round, era stato persino capace di atterrare “the Greatest” con un pugno neanche così irresistibile. Le immagini televisive rivelarono come Wepner, in realtà, avesse involontariamente sbilanciato l’avversario pestandogli un piede.

SYLVESTER STALLONE PORTATO IN TRIBUNALE DA WEPNER
Sylvester Stallone, che assistette all’incontro attraverso la pay tv, rimase talmente colpito dalla tenacia di Wepner che gli propose di raccontare la sua storia in un film, “Rocky”, uscito nelle sale nel 1976. Il pugile del New Jersey accettò e preferì incassare subito 70 mila dollari piuttosto che aspettare di intascare l’1% dell’incasso del lungometraggio. Aveva sbagliato le previsioni: “Rocky” vinse l’Oscar, incassò 117 milioni di dollari e così, nel 2003, Wepner ci ripensò e fece causa per plagio a Stallone racimolando altri soldi con un accordo chiuso nell’agosto 2006.

Oggi, nel film “The Bleeder”, c’è spazio anche per Stallone, interpretato da Morgan Spector, mentre Muhammad Ali, che in Rocky era stato “trasformato” in Apollo Creed, nella pellicola di Falardeau è interpretato da Pooch Hall.
Wepner stesso si è visto ogni tanto sul set del film, le cui riprese sono state chiuse nello scorso dicembre. Pur non essendo stato un campione, oltre a quella “sconfitta onorevole” con Ali può vantare una carriera professionistica apprezzabile con 34 vittorie (17 per ko), 2 pareggi e 14 sconfitte (9 per ko). Alto 1,96, è stato più volte campione del New Jersey nei pesi massimi, battendo pugili di buona caratura come Ernie Terrell, Charlie Polite e Randy Neumann.

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André the Giant e Wepner nel 1976 (foto Stubblebine-Associated Press)

KO E SANGUE CONTRO FOREMAN E LISTON
Meno bene gli è andata contro George Foreman, che lo batté per ko tecnico al terzo round nel 1969, e contro Sonny Liston, che lo ridusse a una maschera di sangue, tanto da dover ricorrere a 72 punti di sutura dopo il match perso alla nona ripresa nel 1970 (6 mesi dopo Liston morì). Nel 1976 Wepner sfidò anche il wrestler André the Giant, finendo scaraventato fuori dal ring: ma quelli, più che incontri, erano esibizioni ben costruite. Nel 2011 Espn gli ha dedicato un documentario, “The Real Rocky”, perché Chuck Wepner si è sempre sentito “Il vero Rocky”. D’altronde, prima di quel match del 1975 contro Ali, ci fu un’esibizione canora sul ring di James Brown. Vi ricorda qualcosa?

Wepner Ali

Chuck Wepner su Sport Illustrated del 24 marzo 1975