Adriano Stabile

Mike Tyson compie 50 anni oggi. Ex campione del mondo dei pesi massimi, tuttora detentore del record di più giovane pugile a conquistare il titolo nella categoria (20 anni, 4 mesi e 22 giorni nel novembre 1986), ha lasciato il ring da 11 anni ed è ancora un mito controverso: pugile imbattibile nei momenti migliori della sua carriera e uomo che ha attraversato mille difficoltà, dalla condanna per stupro, all’uso di droga fino alla tragica morte della figlia di 4 anni nel 2009, a causa di un incidente domestico. Nel suo bilancio da pugile ci sono 58 incontri tra il 1986 e il 2005 con 50 vittorie (44 per ko), 6 sconfitte e 2 no contest.

Tyson, le sue frasi shock

 «Sono il più giovane campione del mondo dei pesi massimi di ogni tempo e mi avvio a diventare anche il più vecchio». (23 novembre 1986, dopo la vittoria su Berbick).

«Sono nato con questa malattia e non posso farci nulla. E’ possibile comunque che essa sia alla base del mio successo perché riesca a trasformare i miei stati depressivi in continui stimoli». (22 settembre 1988, a proposito delle sue manie depressive che sono causa di sfoghi violenti).

«A volte mi sento così frustrato di trovarmi qui che mi viene da piangere». (11 febbraio 1994, intervista a Esquire durante la detenzione in carcere).

«Quella notte ho sentito il gusto del sangue. Era come se fossi ritornato sulle strade dove sono cresciuto. Perché l’ho fatto? Bisogna ricordare la mia infanzia. Nessuno mi proteggeva. I miei amici finivano in prigione o venivano ammazzati. I nostri eroi erano gli spacciatori di droga, chi aveva giri di prostitute, chi possedeva diamanti. L’unico obiettivo era quello di sopravvivere, di far male a chi ti voleva far male. Non ho scuse: ero abituato a un mondo senza regole». (12 gennaio 1998, ricordando il morso a Evander Holyfield, intervista a Express).

Tyson frasi

Holyfield e Tyson

 

«La mia sorte è segnata, non ho futuro. Voglio solo vivere, ma so che sono uno zero sociale. Mi aspetto il peggio. Sono sicuro che un giorno qualcuno, probabilmente un nero, cercherà di farmi saltare il cervello per qualche stupidaggine». (2 ottobre 1998, intervista a Playboy).

«Botha morirà». (6 gennaio 1999, in vista dell’incontro con Francois Botha, vinto per ko tecnico alla 5ª ripresa).

«Mordere? Se fossi provocato e se le circostanze fossero le stesse della mia sfida del 1997 con Holyfield lo farei di nuovo. Odio lamentarmi e fare la vittima, ma in quell’occasione l’arbitro Mills Lane tutto fece fuorché proteggermi dalle continue testate di Evander e non potevo fare altro che mordere per difendermi». (4 ottobre 1999, intervista al Los Angeles Times).

«Io sono molte cose: sono un animale, un convinto violentatore e uno che viene dall’inferno. Ma anche un padre affettuoso e un discreto marito: nessuno può dire di conoscermi veramente. Voi non sapete quanto ho sofferto e non conoscete le mie pene». (15 settembre 2000, in conferenza stampa).

Tyson attore

Attore in “Law and Order: Special Victim Unit”

 

«Gli faro ancora più male di quanto avevo in mente». (12 ottobre 2001, in risposta all’avversario Brian Nielsen, che pare lo avesse definito “uomo-scimmia”).

«Lennox Lewis? Vorrei fosse morto, vorrei poterlo uccidere adesso». (11 maggio 2002, intervista a Sky Sport prima dell’incontro con Lewis).

«Torno per pagare i miei debiti. Sono la persona più idiota che conosco, ma tornare mi rende felice». (29 giugno 2004, in vista dell’incontro, poi perso, con Danny Williams).

«Non posso più farcela, non posso più mentire a me stesso. Non voglio più mettere in imbarazzo questo sport. E’ semplicemente la mia fine. Questa è la mia fine. Finisce qui». (12 giugno 2005, dopo la sconfitta con Kevin McBride, ultimo match della carriera di Mike Tyson).

«Nessuno mi ama e io non amo nessuno. Noi pesi massimi siamo degli idioti. La nostra meta è quella di finire sempre rimbecilliti, dimenticati, senza il rispetto di nessuno, senza amore. E’ stato il caso di grandi lottatori come John Sullivan o Sonny Liston, morti poveri e senza che nessuno si degnasse di loro. Non amo più nessuno e mi hanno anche tolto i figli. Uno si avvicina a donne che dicono di amarti, ma poi si rende conto che pensano soltanto a se stesse». (12 novembre 2005, intervista a Folha de Sao Paulo).

«Adesso che ho una certa età, penso ai miei figli e non voglio che dicano del loro padre che è un animale. Mi preoccupo per quello che potrò diventare. I dottori dicono che è un buon segno». (30 ottobre 2007, intervista a GQ).

Tyson piccioni

Tyson e una sua passione: i piccioni

 

«Ogni giorno, prima di andare nello studio del mio avvocato a dire “è una porca, mi deruba”, passavo da casa sua a fare del sesso con lei. Quel giorno qualcuno mi aveva battuto sul tempo. Brad Pitt era arrivato prima di me. Ero furioso, avresti dovuto vedere la sua faccia quando mi ha visto». (3 dicembre 2012, a proposito del rapporto con la sua ex moglie Robin Givens che lo tradì con Brad Pitt).

«Sto per morire, sono alcolizzato. Ma non voglio morire, voglio vivere una vita diversa». (25 agosto 2013, intervista a Espn).

«Quando ho visto che Holyfield cominciava a darmi testate ho capito che la sua era una strategia precisa. Quando è cominciato il terzo round ero furioso. Ero così fuori di me che lasciai l’angolo senza paradenti. Ho colpito Holyfield due volte, il pubblico si è infiammato e, in quel momento, Evander mi ha dato un’altra testata. Cominciavo a sentirmi stanco, ma la rabbia e l’adrenalina ebbero la meglio. Volevo soltanto ucciderlo. Le sue testate erano palesi e io ero furioso. Ero come un soldato indisciplinato. Ho perso il controllo così l’ho morso alla testa. Mi sono trovato in bocca un pezzo d’orecchio e l’ho sputato sul tappeto». (23 ottobre 2013, brano tratto dalla sua autobiografia).

«In carcere ho visto cose che non pensavo possibili. Alcuni arrivavano alle mani per una sigaretta, uno tentò di dare fuoco alla cella di un altro detenuto, altri aggredivano le donne delle guardie carcerarie e le trascinavano in bagno per violentarle. Ho visto guardie fuggire con la testa spaccata in due a colpi di rasoio o di pinzatrice. Chi faceva queste stronzate se ne fregava delle conseguenze: aveva davanti quaranta o cinquant’anni di galera, peggio di così non gli poteva andare». (17 novembre 2013, brano tratto dalla sua autobiografia).

«Da piccolo, a sette anni, sono stato violentato. Quell’uomo ha fatto il prepotente, mi‚ ha afferrato per strada e ha abusato di me. Ero solo un bambino, non l’ho più visto. Non sono sicuro se quell’esperienza mi ha cambiato, non sempre ricordo, a volte sì, a volte no. Non sono imbarazzato e non provo vergogna da quel punto di vista». (31 ottobre 2014, intervista radiofonica).

 «I soldi? Quello non era il mio campionato. Non sapevo come gestirli e non sapevo come gestire le persone che mi si avvicinavano per il mio denaro. In fatto di soldi ero tossico e pericoloso». (8 dicembre 2015, intervista a Cnbc).