Redazione

Valentino Rossi, la Yamaha e Assen. Una formula perfetta, almeno secondo la storia del Motomondiale. Dall’introduzione della MotoGp come classe regina, la Yamaha infatti è la casa che ha vinto il maggior numero di gare sul circuito olandese. Valentino Rossi il pilota in attività con il record di vittorie, ben 9, di cui una in 125 e una in 250.

Lo chiamavano l’Università del motociclismo, almeno fino al 2006, quando il circuito di Assen ha subito delle modifiche strutturali al tracciato che hanno ridotto le difficoltà tecniche. Tuttavia il fascino di una delle poche piste su cui si corre ininterrottamente dal 1949 rimane. Dopo le prime sette gare della stagione Valentino ha 83 punti, che sembrano tanti rispetto alla classifica generale (è a 28 punti di distacco dal compagno di squadra Vinales, sempre in testa) ma che sono pochi rispetto alla sua storia personale. E’ il quarto peggior risultato di sempre a questo punto della stagione, dopo il 2010 (anno del grave incidente al Mugello) e dopo il terribile biennio Ducati.

Nel bilancio generale pesa – tantissimo – la scivolata di Le Mans, che gli ha tolto i punti necessari per restare in scia a Vinales, oltre al disastro gomme di Barcellona, che ha ridimensionato lo strapotere Yamaha, almeno sulle piste calde.

Caldo che invece non ci sarà ad Assen. Già è un miracolo essere riusciti a correre le prove del venerdì senza cambiamenti climatici eccessivi. Rossi è più ottimista rispetto ad altre vigilie, quando è stato costretto a rincorrere tanto, forse troppo. “Siamo stati molto fortunati – ha commentato Rossi – perché abbiamo avuto due sessioni asciutte, che ad Assen non è cosa usuale. Ho potuto lavorare sul telaio ed il feeling con la moto non è male. Certo abbiamo ancora qualche correzione da fare. L’equilibrio della moto non è al 100%, ma per essere ancora al venerdì era buono”.