Patrizio Cacciari

Non ha vinto come avrebbe voluto nel Gran Premio di casa, Pedrosa si è dimostrato avversario imbattibile nella sua rinascita. Ma ancora una volta è arrivato davanti Marc Marquez, che ora in classifica è distante 43 punti. Tanti, è vero. Ma Valentino Rossi oggi è l’unico pilota della MotoGp ancora in grado di impensierire il pilota della Honda. Il secondo posto sul podio di Misano brucia, lo dimostra anche il gesto di stizza sulla linea del traguardo, quasi a voler dire: “Accidenti“. Alla fine del Mondiale 2016 mancano solo 5 gare (Aragòn, Motegi, Phillips Island, Sepang e Valencia), 5 piste dove il Dottore sa cavarsela egregiamente. A Marquez basterà amministrare il considerevole vantaggio per portarsi a casa il quinto mondiale della sua carriera, ma Valentino ci proverà, come ha fatto a Misano, ogni volta che sarà possibile. Vincere il decimo mondiale è difficilissimo, ma non impossibile, almeno per uno come lui. Nelle ultime 4 gare, pur sfiorando la vittoria solo nel Gp di San Marino, ha messo le ruote davanti a quelle dello spagnolo.

1. ASPETTO PSICOLOGICO
Valentino stavolta non ha niente da perdere. Corre, va forte, è veloce più dello scorso anno. E sa di essere in debito con la fortuna (diversi problemi tecnici in questa stagione) e con il fato (il finale dello scorso anno nella sua testa merita ancora vendetta). In Yamaha sta bene, è la prima guida, Lorenzo è in un angolo e ha di fatto già staccato. Il siparietto di ieri in conferenza stampa è la riprova che attualmente non c’è partita tra i due. Il maiorchino è di nuovo in crisi nervosa, non sopporta Valentino, sa che tra cinque gare la sua storia con la M1 giungerà al termine, non si metterà certo a battagliare per un Mondiale a cui sembra ormai non voler più partecipare.


2. MOTO SUPERIORE
Nonostante la rinascita di Pedrosa, la Yamaha è ancora leggermente superiore alla Honda per motore ed equilibrio. In diverse occasioni quest’anno lo stesso Marquez ha avuto problemi di guidabilità, e anche a Misano non è riuscito a trovare il set di gomme adatto alla sua guida aggressiva. L’importante è che la M1 non tradisca più Rossi come al Mugello, uno zero pesantissimo nel bilancio di Vr46.

3. GLI OUTSIDER 
Non accadeva dal 2000 che in MotoGp ci fossero ben 8 vincitori di Gran Premi. In questa stagione addirittura 8 diversi in 8 gare consecutive. E sul primo gradino del podio sono finiti anche piloti di team non ufficiali. Incredibile fino a qualche anno fa. Cosa è cambiato? Le variabili meteo ci hanno messo del loro, ma anche le nuove gomme Michelin hanno regalato belle emozioni. In più sembra che finalmente ci sia qualche bel manico con la voglia di emergere come non si vedeva da tempo. Da Iannone a Vinales, passando per Miller e Crutchlow. Cosa c’entrano loro con il mondiale di Valentino? Le loro performance da outsider possono togliere punti importanti in classifica, non necessariamente solo podi.

(ph. tratta dal profilo facebook ufficiale di Andrea Iannone)

(ph. tratta dal profilo facebook ufficiale di Andrea Iannone)

4.ESPERIENZA E ALLEATI
Valentino ne ha vissute di tutti i colori, dal cambio moto ai gravi infortuni, fino al biscotto della scorsa stagione. Non vince un mondiale dal 2009, ma nel suo palmarès ne mancano altri 3 persi per un soffio. Il primo nel 2006, per una scivolata a Valencia, il secondo nel 2010 quando a causa della rottura di tibia e perone al Mugello saltò diverse gare, e infine nel 2015, quando perse all’ultima gara nella maniera che tutti ricordano, dopo essere stato primo in classifica dalla prima all’ultima gara. Non saranno certo queste ultime 5 gare della stagione a spaventarlo. E seppur l’impresa appare ardua ci proverà in tutte le maniere, consapevole che stavolta sarà Marquez ad avere tutto da perdere. In pista poi stavolta Valentino avrà diversi alleati, non solo come outsider. La scenetta di Valencia 2015 non è andata giù a tanti, ricorderete le strette di mano e le pacche di consolazione che tutti i piloti gli hanno riservato durante il giro di saluto. L’unico problema, se si guarda alle piste, è che anche quest’anno l’ultima si correrà a Valencia, circuito che Valentino non ama, anche per questioni scaramantiche.