Francesco Cavallini

Quando le cose non vanno, non vanno. Inutile girarci intorno, perchè questo per la Ferrari è decisamente un momentaccio. L’autoscontro di Singapore ha dato un bel colpo al Mondiale di Formula 1, con Lewis Hamilton che veleggia sereno verso il titolo iridato. A meno che le Rosse non diano segnali importanti nei prossimi sei Gran Premi, a partire da quello di Malesia. Ecco, appunto, quando le cose non vanno, non vanno. E non va il motore di Sebastian Vettel, che lo costringerà a partire dall’ultima fila e a una rimonta incredibile e praticamente impensabile.

Rottura del turbo del motore per Vettel

È saltato, è il caso di dirlo, il Turbo sulla Gina, che pure nelle prove libere aveva dato segnali incoraggianti. Il tedesco non ha quindi potuto far registrare alcun tempo nella prima sessione di qualificazioni e, come da regolamento, si sistemerà sull’ultima piazzola disponibile. Un vero peccato, anche perchè quello di Sepang è uno dei circuti preferiti di Vettel, che in Malesia ha già vinto quattro volte e sperava in una pista amica per ridurre il distacco da Hamilton. Che invece, vista l’ennesima pole dell’inglese, con molta probabilità, è destinato ad aumentare, chiudendo così la porta a qualsiasi velleità Ferrari per la conquista del titolo piloti.

Un precedente rincuorante

Eppure la Formula 1 offre sempre una possibilità di redenzione. Vincere partendo ultimi è impossibile, nessuno ci è mai riuscito, ma un precedente può portare un barlume di speranza nel cuore dei tifosi della scuderia di Maranello. Torniamo per un attimo al 2000, l’anno del primo mondiale rosso di Kaiser Schumi. Che però non vince la gara di casa. A Hockenheim il protagonista è un altro. La sua macchina è sempre rossa, ma non ha nel palmares già due titoli iridati. Anzi, non ha neanche mai vinto una gara. Fino a quel momento.

Barrichello vince partendo diciottesimo

Non sarà l’ultima fila, ma la diciottesima posizione non è esattamente il punto migliore per partire in un Gran Premio. Con Schumi fuori per incidente alla prima curva, per le rosse sembra una domenica da dimenticare. Barrichello però fa di necessità virtù e, sfruttando una Ferrari molto più veloce della maggior parte delle vetture in gara, comincia una rimonta lunga e faticosa. E viene premiato. Prima un’invasione di pista da parte di un ex dipendente Mercedes fa scendere in pista la safety car, poi un forte acquazzone rende la pista impraticabile per tutti, tranne che per il brasiliano, che incanala il suo Senna interiore e guida con gomme da asciutto in attesa della fine della pioggia. Il pit-stop risparmiato gli vale la prima vittoria in carriera.

Certo, difficile aspettarsi una situazione simile a Sepang, ma non c’è motivo di disperarsi prima della bandiera a scacchi. La Formula 1 è imprevedibile, lo sappiamo. E la Ferrari non vuole e non può arrendersi.