Redazione

La passione per lo sport lo divora. E Bradley Wiggings non smette di stupire. E il ciclista campione di tutto fissa nuovi traguardi. Nè volanti, né in volata. Via la bicicletta. Avanti con la canoa. Dai pedali, si passa ai remi. Resta identico l’appuntamento con la storia. Stesso posto e stessa ora. Il Velodromo olimpico di Lee Park Valley, dove Sua Maestà il recordman dell’ora (54,526 metri percorsi) nonché vincitore di un Tour de France e sei volte iridato su pista, si cimenta nei campionati britannici di rowing indoor.

Wiggins, obiettivo Tokyo 2020

Wiggins, come sua abitudine, non corre per partecipare. Vuole vincere. L’obiettivo sono le prossime Olimpiadi, ma la sensazione è che per centrare questo obiettivo debba…pedalare. La prima uscita si è chiusa con un onorevole 21esimo posto con il tempo di 6’22”5. Il vincitore, Adam Neill, ha vinto con il tempo di 5’48”2. Un risultato straordinario per chi proviene da un altro sport, ma non sufficiente per garantirsi il lasciapassare per i giochi asiatici. Come limare quei 34 secondi che lo separano dalla vittoria? Conoscendo Wiggo, l’impressione è che un modo lo troverà, ma serve tanta fatica.

Compiuta un’impresa, ne serve un’altra…

Un risultato anonimo è comunque un’impresa per chi, sino a 37 anni, si è dedicato solo al ciclismo che, evidentemente, è qualcosa di molto diverso rispetto al canottaggio. Anch’esso uno sport di fatica, ma spalmato su un decimo della distanza rispetto ad una tappa. Fra l’altro, Wiggins dovrebbe mettere su qualcosa come una trentina di chili. Ovviamente di muscoli. Wiggins ha lasciato il ciclismo lo scoro anno, dopo aver conquistato l’oro a Rio 2016 nell’inseguimento a squadre. E per puntare alle Olimpiadi, ma in un’altra disciplina, ha scelto un allenatore di assoluto spessore, quel James Crackwell che ha portato a casa due ori olimpici (Sydney e Atene) nella categoria 4 senza. E che adesso assieme a Wiggins prova a scrivere la storia di questo sport.