Redazione

Parma ed il Parma avevano tutti i motivi per essere diffidenti riguardo l’ennesimo passaggio di proprietà di uno dei club più vincenti degli ultimi trent’anni. Molti sono arrivati in Emilia, lasciando con la coda tra le gambe o peggio, con i libri in tribunale. Normale quindi guardare con il giusto distacco la cessione dei crociati alla Desports Group, consorzio cinese rappresentato da Jiang Lizhang. Ma il nuovo presidente dagli occhi a mandorla ha dalla sua parte un’arma in più. A consigliargli l’acquisto del club è stato qualcuno di cui a Parma si fidano ciecamente. Un mito gialloblù, in campo e fuori. Uno di noi, come si ripete spesso al Tardini. Hernan Crespo ora è vicepresidente, ma resta sempre il primo tifoso della squadra. E da quelle parti, Valdanito vuol dire fiducia.

Crespo ed il Parma, un amore infinito

Al suo arrivo in Emilia, nel lontano 1996, Crespo era stato accolto con entusiasmo. Il giovane Hernan (classe 1995) era stato tra i protagonisti della Libertadores vinta dal River Plate e del secondo posto dell’Argentina alle Olimpiadi di Atlanta. Un goleador di razza, uno dei migliori talenti della sua generazione. Almeno sulla carta, perchè sul campo Valdanito (in onore del grande Jorge Valdano) inizia davvero male la sua avventura in Serie A. Esclusa una rete ininfluente in una sconfitta con l’Inter, l’argentino ci mette ben sei mesi per ingranare. Ma poi, una volta iniziato, il bomber non si ferma più. Ottanta reti in quattro stagioni. Di mezzo c’è il double del 1998/99, Coppa Italia e Coppa UEFA. Ed in entrambi le finali, c’è il sigillo di Crespo. L’anno successivo arrivano ventisei reti in quarantatré partite, ma soprattutto 110 miliardi di lire dalla Lazio Campione d’Italia. Un’offerta che non si può rifiutare.

Il ritorno da calciatore…

Passano gli anni ed il calciatore più pagato della storia gira l’Italia, con un paio di deviazioni in Inghilterra. Lazio, Inter, Chelsea, poi Milan, ancora Chelsea, di nuovo Inter con Mancini e Mourinho e il Genoa. Poi però torna a farsi sentire il cuore. Nel 2010 il Parma non è più la corazzata che negli anni Novanta ha fatto sognare una città e innamorare tanti tifosi da tutto il mondo. Anzi, due anni prima è addirittura retrocesso e Crespo assiste al match al Tardini che sancisce l’addio alla Serie A seduto sulla panchina dell’Inter. Ma Hernan non ha dimenticato il suo primo amore tricolore e torna al Tardini per chiudere la sua illustre carriera. Il tempo di laurearsi per la quarta volta miglior cannoniere dei crociati e di contribuire a due salvezze relativamente tranquille. Poi le strade si interrompono tra le lacrime, ma con una promessa: in qualche maniera, Valdanito tornerà di nuovo nella storia del Parma.

…e quello da vicepresidente

E così è stato. Prima da allenatore della Primavera gialloblù, poi, dopo il fallimento del 2015, in una veste ancora più ufficiale. Nel giugno 2017 viene scelto come vicepresidente del club, in preparazione all’acquisizione della maggioranza delle quote da parte del gruppo cinese Desports, colosso dei diritti televisivi in molte discipline. Jiang Lizhang non poteva scegliere figura migliore per farsi rappresentare in questa avventura. Crespo, che dopo la fine della carriera ha continuato a vivere a Parma, conosce l’ambiente a menadito ed è amato e rispettato da tutti. È stato anche uomo di campo e può comprendere meglio di altri ciò di cui i crociati hanno bisogno per puntare al ritorno in Serie A. Ma soprattutto, l’argentino gode del benestare pressochè incondizionato di una tifoseria che nel corso degli ani lo ha accompagnato e che da lui si è fatta accompagnare tra gioie e dolori. Se c’è Hernan, si fa il bene del Parma. Perchè, giova ripeterlo: al Tardini, Valdanito vuol dire fiducia.