Redazione

L’elisir della lunga vita calcistica: passione, impegno e sacrifici. Ingredienti indispensabili per passare alla cassa. Anche a 38 anni. Provare per credere: la tesi è sostenuta da Francesco Ciccio Tavano che ormai va verso i 40, ma ha già realizzato 11 gol in 17 partite e 1353 minuti. La Carrarese, trascinata dalle sue reti, si gode un campionato di media alta classifica. Un piccolo miracolo? No, semplicemente una scelta azzeccata. Anche perché la classe non invecchia.

Una seconda giovinezza

Ciccio Tavano non raggiungeva la doppia cifra dal 2014. Anno di grazia, quando, in coppia con Maccarone, trascina in serie A l’Empoli. Da allora, qualche stagione un po’ così, che sembrava avviarlo sulla strada del tramonto: appena 5 gol in 48 presenze fra Empoli e Avellino. Forse la serie B è diventata troppo difficile? Ci prova, dunque, in Lega Pro. Nel 2016 gioca a Prato, dove non rende come sperato. Appena 6 gol in 26 presenze. Quanto basta per scoraggiarsi e pensare seriamente di appendere gli scarpini al chiodo. No, non è il momento. Arriva la telefonata di un vecchio amico. Silvio Baldini. “Ciao Ciccio ti ricordi di quando a Empoli ci si divertiva come matti e si segnava quasi tutte le domeniche? Vieni alla Carrarese? Dai, c’è anche Marchionni”. Chiaramente ci si è romanzato sopra, ma il senso è quello. Tavano accetta di ripartire con il vecchio maestro. E i risultati parlano da soli.

Viaggio nel tempo

La chiamata risale alla scorsa estate: sembra un viaggio all’indietro nel tempo. Una macchina che ferma le lancette e le sposta indietro di 10 anni, quando, a Empoli, Tavano era un titolare inamovibile e decisivo. Più o meno come adesso. L’unica differenza è che sono passati 3650 giorni. Anche perchè, scorrendo la classifica della serie C, sembra che il tempo non sia passato mai. Il Livorno, in testa alla classifica, si aggrappa alle prodezze di Vantaggiato. E al terzo posto del girone c’è un altro intramontabile. Salvatore Bruno, capitano del Giana Erminio. Bucanieri dell’area di rigore che stupiscono nonostante gli anni che passano. Oltre all’ammirazione, però, è anche lecita una domanda: possibile che in Lega Pro non ci sia nessun giovane più bravo di Tavano?