Patrizio Cacciari

Ci sono Zlatan Ibrahimovic e anche il nostro Simone Zaza tra le peggiori delusioni di Euro 2016, secondo France Football, la prestigiosa rivista sportiva che ogni anno assegna il Pallone d’Oro, insieme con la Fifa. Tra le scelte non manca qualche sorpresa, che farà certamente discutere. Sotto trovate la traduzione del pezzo, qui invece il link al testo originale.

Zlatan Ibrahimovic (Svezia), un nuovo appuntamento mancato
In un paese che ha imparato a conoscerlo per quattro anni, e viceversa, l’ex attaccante del PSG ha perso la sua Euro. Per la sua ultima gara internazionale con il suo paese, il miglior marcatore della selezione svedese (62 gol in 116 caps) è stato un’ombra per tutto il torneo. Raramente deciso e incisivo, il suo europeo si riduce a un gol deviato dal fianco dell’irlandese Clark. A quasi 35 anni, lo svedese ha deciso di appendere la maglia gialla e blu dopo la sconfitta contro il Belgio (2-0). Nella storia degli europei ha segnato solo 6 gol. Zlatan Ciao!

Cesc Fabregas (Spagna), in costante declino
Nel mezzo dei tre voluti da Vicente Del Bosque, Busquets regola il gioco spagnolo e Iniesta detta i tempi con la sua visione di gioco. E il giocatore del Chelsea in tutto questo? Anche lui durante l’europeo è stato un’ombra. Eppure, Fabregas ha mantenuto la fiducia del suo allenatore, giocando in tutte e quattro le partite della sua nazionale. Il basco ha comunque sempre vinto la concorrenza di Koke, Thiago Alcantara e Bruno Soriano. Fabregas ha azzeccato il 91% dei suoi passaggi, ma è stato sempre troppo remissivo, senza mai incidere negli ultimi 30 metri. In difesa ha gestito un salvataggio mozzafiato sulla linea contro la Repubblica Ceca che rimarrà come la sua unica azione decisiva del torneo. Da registrare un deficit fisico: ha vinto solo il 20% dei suoi duelli,

Andriy Yarmolenko (Ucraina), il fuoco spento
Autore di un’ottima stagione realizzata con la Dinamo Kiev (13 gol e 10 assist in campionato), Yarmolenko si era guadagnato la fiducia di tutti prima di arrivare a Euro2016. Insieme a Konoplyanka, suo alter-ego sull’altra fascia, avrebbe dovuto colpire come la dinamite le difese avversarie. Non è successo. Eliminati dalla fase a gironi, gli ucraini, sono stati pericolosi solo durante il primo tempo contro la Germania (0-2). Questa incapacità offensiva è stata in gran parte causata della scarso rendimento di Yarmolenko, giocatore motore sulla sua squadra in attacco. L’attaccante ucraino ha avuto un impatto molto basso e in gran parte inadeguato per la sua nomina con soli 9 tentativi verso la porta avversaria in tutto il torneo.

Raheem Sterling (Inghilterra), l’ala sconvolta
Dopo una stagione molto complicata al Manchester City, dove ha pesato psicologicamente il suo trasferimento a 70 milioni di euro, Sterling ha avuto un europeo molto difficile. Dopo tre partenze, il giocatore cresciuto a Liverpool, è il è il simbolo con Kane e Alli, delle giovani delusioni britanniche. Ha avuto un impatto minimo e le sue percussioni non hanno sorpreso nessun avversario. Le sue performance hanno così deluso in Gran Bretagna che alcuni fan hanno deciso di creare una colletta su Internet per pagargli un biglietto aereo per tornare a Manchester. Il divorzio con il popolo inglese è cosa fatta.

Robert Lewandowski (Polonia), una leadership mai espressa
Un piccolo risultato e nulla più. Doveva essere speranza per la Polonia  ma quella di Robert Lewandowski è stato un europeo semplicemente deludente. Eppure, circondato da partner con verve, Grosicki e Krychowiak su tutti, l’attaccante del Bayern ha raramente pesato nelle azioni offensive. Sebbene i quarti di finale siano un risultato soddisfacente per la Polonia, il gioco espresso contro il Portogallo (1-1, 3 t.a.b. a 5) e il resto che avevamo visto ci ha detto che si poteva fare meglio. Ci sarebbe voluto un Lewandoski su di tono.

Thomas Müller (Germania), maledizione vecchio continente
Dieci gol in Coppa del Mondo, zero all’Europeo. Co-capocannoniere del Mondiale 2010 con 5 realizzazioni, Müller ne fece 5 anche a Rio nel 2014, come i veri esperti di grandi tornei sanno fare.  Ma questa sua predisposizione non è stata confermata a Euro2016. Invisibile per tutto il torneo, il versatile attaccante del Bayern non è stato il leader in  attacco di cui la Germania aveva bisogno, soprattutto nella semifinale contro la Francia (0-2). Di solito efficace nonostante il suo stile atipico, il numero 13 questa volta non è riuscito a incidere.

Kevin De Bruyne (Belgio), a corrente alternata
La sua stagione al Manchester City lasciava presagire qualcosa di diverso. Il centrocampista dei diavoli rossi ha avuto un eccellente stagione in Inghilterra dopo una prima difficile esperienza al Chelsea. Deludente anche lui all’esordio, complessivamente De Bruyne non è stato il giocatore d’impatto che tutti si aspettavano. A differenza del suo compagno di squadra Eden Hazard, non si è espresso ai livelli che gli competono. Prezioso per qualche calcio piazzato e per la corsa.

Arda Turan (Turchia), una stagione da dimenticare
Dopo una stagione altalenante nel Barcellona, il centrocampista turco ha giocato un pessimo Euro. Il grande leader della formazione di Fatih Terim non ha brillato. Invisibile contro la Croazia nella partita di apertura (0-1), ha fatto pubbliche scuse ai fan de alla stampa. Fischiato di nuovo contro la Spagna a Nizza (0-3), Turan è andato un po’ meglio contro la Repubblica Ceca (2-0). Tuttavia, la prestazione è stata insufficiente per un giocatore della sua qualità, vera e propria icona nel suo paese. Deludente.

Aleksandar Dragovic (Austria), doppiamente colpevole
Il difensore austriaco ricorderà a lungo il suo europeo. Nervosissimo, ha gestito male il suo torneo. Il giocatore della Dinamo Kiev, si è preso la responsabilità di calciare il rigore contro l’Islanda, sbagliando. Il suo tiro  potente è stato bloccato e il fallimento per la sua nazionale è diventato realtà. Con solo il 23% di duelli vinti, non ha mai messo ordine nell reparto difensivo austriaco

Simone Zaza (Italia), zimbello del web
Difficile ricordare qualcosa di positivo dell’attaccante della Juve. In panchina contro il Belgio e la Svezia (entrato a mezzora dalla fine), Zaza è stato titolare nell’unica sconfitta della sua squadra contro l’Irlanda nella fase a gironi (0-1). Il giocatore verrà riproposto per pochi secondi nei quarti di finale contro la Germania, designato da Antonio Conte come secondo nella sessione dei calci di rigore. L’attaccante ha spedito un tiraccio alto sopra la porta difesa da Neuer. E il suo impulso di correre sul posto prima del tiro rimane come una delle sequenze più surreali di questo europeo. Dopo la sconfitta dell’Italia (1-1, 5 t.a.b. 6), Zaza è diventa uno zimbello su Twitter, tanto da doversi scusare con i tifosi italiani. Ma il suo gesto resterà per molto tempo nella memoria dei tifosi azzurri.

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