Francesco Cavallini

Dalle stelle alle stalle. Questa la triste parabola del Dnipro Dnipropetrovsk, il club ucraino che due anni fa, guidata da Nikola Kalinic, sfidava il Siviglia di Bacca e Monchi per l’Europa League e che ora rischia di affondare nel pantano della terza serie. Il Dnipro, fino a poco tempo fa sostenuto dalle ricche finanze dell’oligarca ucraino Kolomoyskyi (giusto 1,36 miliardi di dollari di patrimonio), è retrocesso in seconda divisione dopo l’applicazione di una penalizzazione di 12 punti, dovuta al crac economico della società, a cui l’ex proprietario non ha improvvisamente più dato un euro, anzi una grivnia. Poi ci si è messa la FIFA, che ha ordinato alla Federcalcio ucraina di spedire i Guerrieri della Luce ancora più in basso. E allora si riparte (forse) dalla terza divisione, con una sola certezza. Il capitano Ruslan Rotan, che nonostante una situazione irrimediabile, non ha abbandonato la nave (che poi è il simbolo del Dnipro) mentre inesorabilmente è affondata.

Il Southampton annuncia il nuovo allenatore e tutti credono ad uno scherzo. Il club di Manolo Gabbiadini ha infatti scelto Mauricio Pellegrino, argentino, ex tecnico dell’Alaves, sbarcato al St. Mary’s Stadium firmando un contratto triennale. L’ex difensore di Velez e Valencia ha però un paio di problemi, almeno per il pubblico inglese. Non è molto conosciuto e soprattutto sembra una (seppur involontaria) crasi di Manuel Pellegrini (attualmente in Cina, ma ex Manchester City) e Mauricio Pochettino, attuale allenatore del Tottenham. La comunità calcistica inglese non ha resistito, cominciando a postare sui social network una simpatica serie di fotomontaggi. Pellegrino di certo spera che siano di buon auspicio, dato che Pellegrini ha vinto una Premier e che Pochettino è uno dei giovani tecnici più stimati d’Europa. Nomen omen?

Il circuito cittadino di Baku sembra piacere particolarmente a Max Verstappen, che ha concluso in testa anche la seconda sessione di prove. L’olandese ha preceduto il finlandese Bottas su Mercedes e il suo compagno di squadra Ricciardo, che dimostra come l’Azerbaijan sia terra fertile per la Red Bull. Un po’ dietro le Ferrari, quarta e quinta, con Raikkonen che, strano ma vero, precede Vettel. Ancora più attardato Hamilton, addirittura decimo, che però, dato il buon tempo del suo collega di box non dovrebbe preoccuparsi più di tanto e può riprendere già da domani nelle prove ufficiali la sua corsa verso il record di pole position di Michael Schumacher (68, contro le 65 del britannico).

Il Settebello non delude e raggiunge la semifinale della World League di pallanuoto, in corso in Russia. La sfida dei quarti di finale contro l’Australia non è un test probante e il 13-5 rifilato agli oceanici non può far stare tranquillo Sandro Campagna. Soprattutto se a scontrarsi con gli azzurri in semifinale sarà la temibile Croazia, vice campione mondiale e olimpica. Dall’altro lato del tabellone, la Serbia pigliatutto, detentrice di qualsiasi titolo immaginabile, aspetta di conoscere la sua avversaria dal match tra USA e Russia. Il Settebello sa che non sarà un’impresa semplice, ma sogna domenica di giocarsi la possibilità di vincere per la prima volta il trofeo.

La Federazione Europea di Atletica va avanti nel suo progetto e punta a chiedere alla IAAF di cancellare d’ufficio tutti i primati mondiali (ed europei) fatti registrare prima del 2005. La decisione è dovuta ai continui scandali, che hanno coinvolto principalmente la Russia, ma non solo gli atleti di casa Putin, che secondo la Federazione ledono la reputazione delle discipline. Sarà, ma i detentori attuali dei record che verrebbero cestinati non l’hanno presa bene, rimproverando la dirigenza dell’atletica europea di non tutelare gli atleti “puliti” per punire quelli dopati. Particolarmente combattiva Paula Radcliff, detentrice del record mondiale della maratona dal lontano 2003, che ha definito la proposta un atto di codardia.